La calciatrice Luana Biferi tra le 29 vittime dell’Hotel Rigopiano

Disperazione, dolore e tormento. Tanti i sentimenti che si susseguono. La valanga che mercoledì 18 gennaio, poco prima delle 17.00, ha travolto e sgretolato l’Hotel Rigopiano di Farindola ha sconvolto l’Abruzzo e tutta l’Italia. Intera.

Il Resort costruito ai piedi del Gran Sasso si è trasformato da piacevole sogno a terribile incubo. Un piccolo angolo di paradiso che in pochi secondi è diventato un inferno di neve e detriti. Innumerevoli le richieste di aiuto, poi il silenzio. Un silenzio assordente. Un silenzio surreale e che fa male.

Tra le macerie estratti 29 corpi senza vita, dei 40 presenti nell’hotel al momento della tragedia. Tra le vittime Luana Biferi, 30 anni, nata a Bisenti e dipendente del Resort.

Luana aveva una passione smisurata per il calcio: ha vestito la maglia della Rappresentativa Abruzzese e di tante squadre tra cui la Queen Pescara Femminile e l’Acquaesapone C5. La chiamavano “Trepolmoni”, perché instancabile e presente su ogni pallone, in ogni azione. Bella corsa e spirito di sacrificio meritorio. Non si fermava mai, così come in campo nella vita. Aveva una gran voglia di darsi da fare. Sempre con il sorriso sulle labbra. Luana aveva tutta una vita davanti. Progetti e sogni da realizzare.

Con la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile e profondo nei cuori di papà Gaetano, mamma Cristina, il fratello William e di tutte le persone che le volevano bene. Un vuoto troppo pesante da sopportare. Ora e per sempre.

 

 

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