Mano pesante della FIGC: sanzionati cinque presidenti e quattro società

Sanzioni corpose quelle emesse dalla FIGC riguardanti il calcio femminile. Una decisione che ha fatto e farà non poco commentare le società coinvolte e non quella presa dal Comitato Nazionale, che ha portato alla squalifica di cinque presidenti di altrettanti club di Serie A e ad altre ammende pecuniarie per quattro società. La motivazione è da ricercarsi nella partecipazione da parte di Brescia CF, Tavagnacco, Bologna e Pordenone a manifestazioni organizzate dall’ente CSI, una organizzazione non affiliata alla FIGC e in quanto tale, a detta del Tribunale Federale Nazionale, non in possesso delle autorizzazioni necessarie per svolgere le manifestazioni. Secondo quanto si evince dal Comunicato Ufficiale n.6/TFN-Sez. Disciplinare del 20 luglio scorso apparso sul sito della Lega, il torneo “incriminato” sarebbe stato quello svolto dal CSI della regione Friuli denominato “4°Festival del Calcio Femminile Under 16-Under 19″, cui hanno partecipato, oltre a quelle italiane senza autorizzazione della FIGC, anche alcune società estere come Dusseldorf, Spartak Varna, Nazionale Region I e Polmurje.

In seguito a questi fatti, con il comunicato, la Federazione ha inibito per 6 mesi – dopo lo “sconto” di altri 6 – l’organizzatore della manifestazione, Tiziano Cornacchia, per avere permesso di partecipare al torneo le società tesserate e aver indetto lo svolgimento delle gare senza previa autorizzazione, mentre sono stati inflitti 5 mesi ai quattro presidenti delle squadre coinvolte, nell’ordine Giuseppe Cesari, Roberto Moroso, Sandro Grandi e Antonello Colletenendo conto della natura e della gravità dei fatti commessi e valutate le circostanze aggravanti e attenuanti, nonché l’eventuale recidiva” come si legge nel report. Inoltre, le quattro società sono tenute a versare 600 euro di multa per l’accaduto.

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