Serie A verso l’élite: possibile format a 10 squadre

La serie A potrebbe essere ridotta a 10 squadre a partire dalla stagione 2022-23 andando controcorrente rispetto a quanto auspicato nel recente passato, che avrebbe voluto addirittura un aumento a 14 formazioni come accaduto in serie B. Per omologare la situazione la seconda divisione avrebbe 20 squadre, suddivise in due gironi in base a criteri di vicinanza geografica. Si parla addirittura di una sola retrocessione dalla serie A, con le vincitrici dei due gironi di serie B che potrebbero giocare uno spareggio per la promozione. In caso contrario continuerebbero a esserci due retrocessioni e le due prime della B salirebbero in massima serie.

Le motivazioni del sì
Avere un campionato d’élite è la principale tesi a favore della riforma. Il desiderio è quello infatti di avere una serie A con sole società professionistiche, che potrebbero beneficiare dello 0,7% dei diritti televisivi del calcio maschile da suddividere in parti uguali (a ognuna delle dieci società potrebbe andare quindi circa 1 milione di euro). Il motivo, dunque, è anche (e forse soprattutto) economico. Per la serie B, invece, verrebbero ridotti i costi e i sacrifici delle società partecipanti: oggi, di fatto, avendo rispetto alla massima serie due trasferte in più e la presenze di formazioni nell’estremo sud e nelle isole (Pink Bari, Palermo e forse Torres, in lotta per la promozione con il Bologna) costa di più affrontare una serie B rispetto a una serie A tenendo conto solo questi fattori, il che è un controsenso.

Le motivazioni del no
I massimi campionati più importanti hanno tutti 12 squadre (Inghilterra, Germania, Svezia e Francia, con quest’ultima che potrebbe passare a 10 solo se saranno confermate le retrocessioni sul campo di Issy e Le Havre, vista la mancata partenza della Division 2) a eccezione della Norvegia la cui prima divisione ha 10 squadre. La Spagna ha addirittura 16 formazioni in Primera División (nella stagione in corso 18 per il blocco delle retrocessioni causa covid del campionato precedente). Diminuire le squadre, probabilmente, porterebbe minore appeal al campionato italiano. Inoltre le giovani uscite dalle formazioni Primavera più blasonate troveranno spazio più difficilmente in serie A.

Federico Scarso

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