Serie A | La moviola dell’ottava giornata

L’ottava giornata di serie A ha lasciato dubbi su qualche decisione arbitrale, soprattutto sull’espulsione di Rachele Baldi, sul calcio di rigore assegnato alla Juventus e su quello concesso al San Marino. In generale c’è da dire che su tutti e sei i campi si sono visti buoni arbitraggi. Analizziamo quindi gli episodi delle singole partite.

Empoli – Inter 1-1 (57′ Prugna (rig.) – 50′ Marinelli)
Arbitro: Gabriele Scatena di Avezzano.
Assistenti: Dario Garzelli di Livorno e Franck Loic Nana Tchato di Aprilia.

Al 33′ un passaggio lungo di Simonetti è intercettato da Di Guglielmo che effettua una buona diagonale difensiva e appoggia di prima intenzione il pallone a Capelletti che lo raccoglie con le mani. L’arbitro fischia un calcio di punizione indiretto dal limite dell’area di porta in favore dell’Inter, non sfruttato da Marinelli, perché il portiere delle toscane ha raccolto un retropassaggio volontario di una compagna. Le proteste delle padrone di casa sono infondate perché è vero che Di Guglielmo effettua un intervento difensivo ma indirizza volontariamente il pallone verso Capelletti colpendo la sfera con il piatto. Se avesse tentato di spazzare la palla in calcio d’angolo e questa fosse finita inavvertitamente tra le braccia del portiere l’azione sarebbe stata regolare. Il direttore di gara è ben posizionato e prende la decisione corretta.

Al minuto 51 arriva il vantaggio nerazzurro con una bella azione di contropiede. Unico dubbio è la posizione di partenza di Marinelli sul tocco di Møller Hansen. Giatras, De Rita e Di Guglielmo chiedono invano che l’assistente alzi la bandierina, cosa che non fa. Dalle immagini TimVision è difficile, per non dire impossibile, stabilire se la posizione di Marinelli, che poi si invola verso la porta e trafigge Capelletti, sia o meno regolare. Nel dubbio le direttive sono quelle di lasciar proseguire l’azione. Episodio per il quale sarebbe fondamentale l’ausilio del var.

Sei minuti più tardi ingenuità di Auvinen, che trattiene Prugna in area di rigore. Fallo ingenuo e inutile in quanto la calciatrice toscana non aveva alcuna possibilità di raggiungere il pallone, elemento che ovviamente non preclude il fallo. Ammonizione eccessiva per il difensore finlandese: non avendo Prugna alcuna possibilità di raggiungere il pallone non viene negata all’Empoli alcuna azione promettente, con la sfera che sarebbe stata raccolta tranquillamente da Marchitelli con le mani. Dal dischetto trasforma la stessa Prugna.

Florentia San Gimignano – Juventus 1-2 (43′ Wagner – 54′ Caruso, 55′ Girelli (rig.))
Arbitro: Roberto Lovison di Padova.
Assistenti: Antonio Marco Vitale di Ancona e Fabrizio Aniello Ricciardi di Ancona.

Al 54′ la Juventus trova il gol del pareggio con Caruso bravissima a tagliare alle spalle della difesa della Florentia San Gimignano, la cui linea è molto schiacciata all’interno dell’area di rigore, ad agganciare il lancio da calcio di punizione battuto da Cernoia e a battere Friedli. Caruso, come tutte le giocatrici bianconere, si trovano in posizione regolare al momento del lancio di Cernoia.

Due minuti più tardi avviene l’episodio più controverso della giornata: nell’area neroverde si scontrano Hurtig e Friedli. L’arbitro fischia e indica il dischetto. L’unica cosa certa è lo scontro tra le due calciatrici e l’inevitabile interruzione di gioco. Calcio di rigore o fallo in attacco? Guardando e riguardando l’azione è difficile dare una risposta al 100%. Da un lato, come si vede dall’immagine di sinistra, il portiere viene toccato da Hurtig. Dall’altra, però, come si evince dall’immagine di destra, la juventina appare in vantaggio sul pallone, tanto da spostarlo e sembra quindi l’estremo difensore neroverde a compiere fallo sull’avversaria. Prendere una decisione in una circostanza simile è difficile. Il var sarebbe stato di aiuto e forse avrebbe potuto aiutare a risolvere qualche dubbio. Dall’angolazione delle telecamere a disposizione è difficile avere certezze. Il rigore è comunque decisivo per il sorpasso bianconero con Girelli che non sbaglia.

Pink Bari – Fiorentina 0-2 (7′ Quinn, 32′ Sabatino)
Arbitro: Gino Garofalo di Torre del Greco.
Assistenti: Marco Croce di Nocera Inferiore e Giuseppe Pellino di Frattamaggiore.

Al minuto 13 la Fiorentina, già in vantaggio grazie al colpo di testa vincente di Quinn, beneficia di un calcio di rigore poi sbagliato da Sabatino. L’arbitro punisce un tocco con il braccio di Lea. L’arto del difensore inglese sembra dall’immagine effettivamente staccato dal corpo (la sua mano spunta dietro la gamba di Soro) ma la posizione della telecamera non in linea e la presenza della compagna di squadra non danno alcuna certezza sul fatto se il tocco avvenga dentro l’area o fuori. Ricordando che la linea fa parte dell’area di rigore, i dubbi permangono non usufruendo degli strumenti necessari per proiettare il punto dell’impatto tra braccio e pallone sul terreno di gioco. Difronzo sarà poi brava a parare il penalty a Sabatino.

Poco dopo, su punizione battuta dalla trequarti da Breitner, Bonetti tenta un tacco al volo che finisce sul braccio di Soro. L’arbitro lascia continuare e non concede il secondo rigore alla squadra viola. Decisione corretta: Soro è molto vicina all’avversaria e saltando dando la schiena all’avversaria cerca di ritrarre il braccio. Tocco non punibile in quanto il braccio non aumenta il volume del corpo.

Daniela Sabatino trova il gol del definitivo 2-0 al 33′, scattando sul filo del fuorigioco sul bel lancio di Mascarello. Inutili le proteste della retroguardia pugliese: corretta la decisione della terna arbitrale di convalidare il gol. Il bomber viola parte infatti in posizione regolare al momento del lancio della compagna ed è brava a scattare alle spalle della difesa scavalcando poi Difronzo con un bel pallonetto di esterno destro. Nessun caso da segnalare nella ripresa.

San Marino – Napoli Femminile 0-0
Arbitro:
Luca Angelucci di Foligno.
Assistenti:
Andrea Cravotta di Città di Castello e Stefano Camilli di Foligno.

Al 36′ il Napoli Femminile protesta per un calcio di rigore non concesso dal direttore di gara: cross di Hjohlman deviato con un braccio da Piazza. Dalle immagini il braccio sinistro sembra alzato per proteggere il volto, ma effettivamente pare staccato dal corpo. Sembrano dunque fondate le proteste della squadra partenopea.

Un calcio di rigore, tra le proteste delle azzurre, viene fischiato al 43′ in favore del San Marino. Pérez respinge la prima conclusione di Menin e nel tentativo di anticipare il capitano sammarinese tocca il piede mancino dell’avversaria con il suo ginocchio sinistro. Non è rilevante il fatto che con le mani effettivamente arrivi sul pallone: l’irregolarità, seppur involontaria, commessa con il ginocchio è determinante per dire che la scelta dell’arbitro è corretta. Giusto anche non mostrare alcun cartellino al portiere colombiano: non è stata infatti negata alcuna chiara occasione da gol ma è stata interrotta un’azione promettente. Essendo l’intervento in area di rigore e con la volontà di intervenire sul pallone, il fallo viene depenalizzato e quindi non viene assegnato alcun cartellino. L’estremo difensore è poi bravo a respingere la conclusione dagli undici metri di Di Luzio.

Non passa neanche un minuto dall’inizio della ripresa e il San Marino va in gol con Muya, che sfrutta una mischia su calcio d’angolo battuto da Corazzi. L’arbitro fischia un fallo su Pérez, che viene effettivamente ostacolata fallosamente in uscita alta dalla stessa attaccante inglese. Corretta la decisione del direttore di gara di annullare il gol. Nel finale di gara non ci sono episodi controversi da segnalare.

Milan – As Roma 1-0 (70′ Giacinti (rig.))
Arbitro: 
Daniele Perenzoni di Rovereto.
Assistenti: 
Andrea Torresan e Alberto Zampese di Bassano del Grappa.

L’episodio clou del big match arriva al 55′ con un’incredibile incomprensione tra Baldi e Giugliano. Il portiere giallorosso tocca il pallone su rimessa per la regista che però rimane spiazzata e non interviene sul pallone. Giacinti scatta da fuori area per fiondarsi sul pallone. A questo punto l’estremo difensore calcia via il pallone, che era in gioco, per impedire al capitano rossonero di appropriarsi del pallone a pochi passi dalla porta. Come da regolamento, l’arbitro mostra il cartellino rosso a Baldi per aver impedito fallosamente una chiara occasione da gol, come approfondito in un precedente articolo.

Sulla conseguente punizione indiretta Giacinti tocca la palla per Tucceri Cimini che prova la conclusione di potenza. Tra le giocatrici giallorosse in barriera sulla linea di porta c’è Soffia, che alza il pallone in calcio d’angolo con un braccio. L’arbitro, correttamente, non concede il calcio di rigore in quanto l’arto è a protezione del volto e non aumenta il volume del corpo.

Al 70′ Soffia sbilancia in area Giacinti, causando un calcio di rigore. Il difensore giallorosso tiene le braccia larghe ma sposta con il corpo l’attaccante milanista, commettendo fallo. Corretta l’ammonizione perché impedisce lo sviluppo di una promettente azione da gol senza cercare l’intervento sul pallone. Dal dischetto la stessa Giacinti segnerà la rete decisiva spiazzando Pipitone, subentrata a Serturini per sostituire il portiere titolare Baldi espulso in precedenza.

Sassuolo – Hellas Verona 4-1 (15′ Dubcová, 46′ Dubcová, 66′ Pirone, 73′ Bugeja (rig.) – 55′ Papaleo (rig.))
Arbitro: Adalberto Fiero di Pistoia.
Assistenti: Luca Testi di Livorno e Marco Lencioni di Lucca.

Sul risultato di 3-0, al minuto 55, Orsi sbaglia il controllo in area e ingenuamente appoggia un braccio sul corpo di Jelenčić, che è brava a rallentare la sua corsa per farsi tamponare dal difensore neroverde. L’esterno croato, appena viene toccato, accentua la caduta e non fa nulla per restare in piedi ma il contatto c’è e il calcio di rigore, trasformato poi da Papaleo, è corretto. Giusta anche la decisione di non mostrare alcun cartellino a Orsi.

Al 62′ è sfortunatissima Meneghini che anticipa Bugeja anticipando la giovane maltese su un lancio di Pirone. Nel tentativo di appoggiare di testa a Durante, però, il difensore scaligero manca il pallone che finisce sfortunatamente sulla sua mano sinistra, staccata dal corpo per coordinare il colpo di testa. Tocco assolutamente involontario ma questo non basta per evitare il calcio di rigore: corretta la decisione del direttore di gara, che espelle Meneghini per doppia ammonizione. Giusto non sanzionare il difensore con l’espulsione diretta in quanto non si può parlare di chiara occasione da gol non avendo Bugeja il possesso del pallone. È palese però che un lancio in area, che la classe 2004 maltese aveva la possibilità di raggiungere senza il tocco di mano, sia un’azione promettente. Il fallo di mano non è mai depenalizzato, per cui l’ammonizione e la conseguente espulsione è inevitabile. Durante parerà poi il penalty alla specialista Dubcová.

Il gol del definitivo 4-1 arriva al 75′ quando Bugeja conquista e segna un calcio di rigore, il secondo per il Sassuolo e il terzo della partita. Anche in questo caso l’arbitro prende la decisione corretta. Non ci sono dubbi sull’irregolarità commessa da Solow, che aggancia la gamba sinistra della maltese facendola cadere a terra. Nessun provvedimento disciplinare per la calciatrice con passaporto canadese e polacco in quanto è stata interrotta un’azione promettente ma in modo “genuino”, ovvero cercando di intervenire sul pallone.

Federico Scarso

Foto di copertina: Niccolò Parigini / Florentia San Gimignano.
Fermi immagine nell’articolo: TimVision.

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