Coronavirus, pochi casi in serie A. Il calcio femminile prova ad andare avanti

La serie A femminile è, per il momento, un’isola abbastanza felice per quanto riguarda la situazione coronavirus. Il primo caso di positività è arrivato la scorsa settimana dal Napoli Femminile, che ha riscontrato una sola calciatrice contagiata e totalmente asintomatica. La Nazionale dovrà rinunciare ad Alia Guagni, che ha dichiarato di avere il covid-19 tramite i propri canali social, per l’importante sfida contro la Danimarca. Fortunatamente altre due giocatrici si sono rivelate false positive: i test sierologici hanno infatti negato quanto si evinceva dal tampone effettuato precedentemente. Se in queste due circostanze, fortunatamente, si tratta di casi isolati e non di focolai, come il dirigente dell’Empoli prontamente isolato, diverso è quanto accade in Primavera, soprattutto nel girone 2 dove nell’ultima giornata sono state rinviate tutte le partite. Eclatante l’esempio dell’As Roma, in cui oltre dieci ragazze sono risultate positive. Fortunatamente nessuna calciatrice sta veramente male, ma la quarantena è ovviamente necessaria. La Juventus aveva messo in isolamento fiduciario alcune calciatrici della Primavera che frequentano il J College per un caso di un ragazzo del settore giovanile bianconero che frequenta la scuola. Poche le partite finora rinviate in serie B e C, nessuna in serie A. Secondo il nuovo dpcm firmato da Giuseppe Conte queste tre categorie, assieme al campionato Primavera, dovrebbero proseguire regolarmente. Si fermeranno temporaneamente, fino al 24 novembre, i campionati di Eccellenza e Promozione, le coppe regionali e tutti i restanti tornei giovanili. Fermare tutto, ora, sarebbe un danno troppo grande per la crescita del calcio femminile. Convivere con il virus, salvo l’incremento di focolai, è ora necessario.

Federico Scarso

Foto: pagina Facebook di Alia Guagni.

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