Serie A | La moviola della terza giornata

La qualità della classe arbitrale cresce assieme alla serie A femminile. Da questa stagione, infatti, sono designati arbitri e assistenti del Can C, che nel maschile dirigono in serie C, il più basso dei campionati professionistici. Nella terza giornata le terne arbitrali sono tutte promosse. Qualche errore c’è stato, come è normale che sia senza var, ma nulla di eclatante.

Milan – Pink Bari 3-1 (4′ Giacinti, 23′ Dowie, 57′ Giacinti – 78′ Soro)
Arbitro:
Sajmir Kumara di Verona.
Assistenti:
Lorenzo D’Ilario di Tivoli e Simone Piazzini di Prato.

Le rossonere si portano subito in vantaggio dopo quattro minuti: cross di Tucceri Cimini che trova Grimshaw. La centrocampista scozzese effettua una sponda di testa per Giacinti che da pochi passi mette in rete. Le pugliesi protestano per un presunto fuorigioco del capitano del Milan. Grimshaw, al momento del lancio di Tucceri Cimini, è in posizione regolare ma le immagini di TimVision non chiariscono se Giacinti sia o meno oltre la linea del pallone. La posizione della telecamera non è infatti in linea e il fatto che Grimshaw salti aumenta le difficoltà nell’individuare un fuorigioco che, se ci fosse, sarebbe di pochi centimetri. Difficile da valutare a velocità normale per tutti, anche per l’assistente. I dubbi rimangono.

Al 14′ Bergamaschi tocca inavvertitamente il pallone con il braccio destro. Calcio d’angolo dalla destra battuto a rientrare da Capitanelli, la numero 7 del Milan salta e devia il pallone appena sotto la spalla. L’arbitro non concede il calcio di rigore, nessuna protesta da parte delle giocatrici ospiti. Il tocco è effettivamente involontario e la posizione del braccio è aderente al corpo: giusto lasciar correre, non ci sono gli estremi per il fallo di mano. Sul rinvio successivo Giacinti andrà vicina al raddoppio ma il suo mancino impatterà sul palo alla sinistra di Myllyoja.

Passano solo tre minuti dall’inizio del secondo tempo e viene annullato un gol al Milan: calcio di punizione dal limite dell’area concesso per un fallo di Marrone, che aggancia il piede destro di Giacinti. Sulla palla va Agard che calcia direttamente in porta, Myllyoja devia sul palo. Marrone non riesce ad allontanare, con Dowie che le ruba palla e Bergamaschi la ribadisce in rete. Tutto fermo per fallo di Dowie su Marrone. Bravo l’arbitro nell’occasione a ravvisare il fallo della dieci rossonera che prende sì il pallone ma anche la gamba dell’avversaria.

Al 53′ Giacinti va via sulla sinistra e si accentra. Lea arriva come un treno e travolge l’attaccante rossonero. Rigore e ammonizione ineccepibili. Il difensore centrale inglese rischia qualcosa andando a protestare quasi petto a petto con il direttore di gara, che aveva prontamente fischiato il calcio di rigore ed estratto il cartellino giallo. Myllyoja parerà poi il penalty calciato male dalla stessa Giacinti.

Al 57′ arriva il 3-0 del Milan. Dowie tocca la palla d’esterno e libera il movimento di Giacinti tra le linee. Inutile il braccio alzato di Capitanelli: il capitano rossonero, che si fa perdonare l’errore dal dischetto precedente, parte in posizione regolare prima di trafiggere l’incolpevole Myllyoja. Rete regolare, giusta la convalida.

La Pink Bari accorcia le distanze al minuto 78: calcio di punizione battuto da Novellino che crossa al centro dell’area, Korenčiová sbaglia l’uscita e Soro colpisce indisturbata di testa per il definitivo 3-1. Il gol sarebbe potuto essere annullato per una spinta di Lea su Bergamaschi che impedisce alla milanista di saltare come vorrebbe. Anche se con ogni probabilità la numero 7 rossonera non sarebbe arrivata sul pallone, l’arbitro avrebbe potuto fischiare il fallo dato che l’inglese spinge con entrambe le mani sulla schiena di Bergamaschi disinteressandosi del pallone.

Empoli – As Roma 2-0 (50′ Prugna (rig.), 90’+5′ Glionna (rig.))
Arbitro:
Enrico Maggio di Lodi.
Assistenti:
Domenico Castro di Livorno e Lorenzo Giuggioli di Grosseto.

Il primo tempo tra toscane e romane scorre via senza particolari casi da analizzare. L’unico dubbio su tutta la prima frazione di gara resta nel finale, su un calcio d’angolo in favore delle giallorosse. Le romaniste chiedono infatti il tocco di mano di un difensore empolese, e il conseguente calcio di rigore. Le immagini di TimVision non chiariscono la dinamica ma è probabile che la decisione arbitrale sia corretta: non sembrano esserci movimenti non congrui delle braccia dei difensori e un tocco di braccio sembra esserci, ma assolutamente involontario. I dubbi non sono comunque del tutto chiariti.

Ironia della sorte è proprio l’Empoli a beneficiare di due calci di rigore nella ripresa, grazie ai quali si aggiudicherà l’incontro. Il primo penalty arriva al 50′: entrata irruenta di Pettenuzzo, fresca di prima convocazione in Nazionale maggiore, che atterra Cinotti in piena area di rigore. L’arbitro non giudica da ammonizione l’entrata del difensore giallorosso. Decisione corretta: non ci sono gli estremi per la chiara occasione da rete poiché la numero 10 empolese sposta il pallone verso l’esterno del campo. È interruzione di un’azione promettente, ma essendo un contrasto non volontario (prova a entrare sul pallone) scatta automaticamente la depenalizzazione essendo stato assegnato un calcio di rigore.

Il secondo penalty per l’Empoli arriva in pieno recupero e chiude definitivamente l’incontro. Glionna calcia in porta con Baldi fuori dai pali ma Bartoli, appostata sulla linea di porta, devia il pallone sulla traversa con una mano. Calcio di rigore netto e corretta l’espulsione del capitano della Roma, che salterà la prossima gara di campionato.


Sassuolo – Napoli Femminile 3-1 (40′ Bugeja, 60′ Dubcová (rig.), 64′ Bugeja – 28′ Di Marino)
Arbitro:
Davide Di Marco di Ciampino.
Assistenti:
Franco Iacovacci di Latina e Franck Loic Nana Tchato di Aprilia.

Nulla da segnalare a livello arbitrale nel primo tempo, che si chiude sull’1-1 con Bugeja che risponde con una magia al vantaggio partenopeo di Di Marino. Il Sassuolo effettua il sorpasso al 60′ quando l’arbitro fischia un calcio di rigore per un tocco di mano di Oliviero. Il difensore campano si oppone con un braccio a una conclusione di Parisi, probabilmente indirizzata nello specchio della porta. Il tiro è ravvicinato ma la posizione del braccio è troppo larga per non essere punita. Giusta la decisione arbitrale, che oltre a concedere il calcio di rigore al Sassuolo, poi trasformato da Dubcová, ammonisce Oliviero.

Il tris neroverde arriva appena quattro minuti più tardi quando Bugeja sterza in area di rigore saltando Capparelli e infilando il pallone sotto all’incrocio alla sinistra di Mainguy con il destro. Perfetta la scelta di tempo della giovane fantasista maltese e di Dubcová, autrice dell’assist. Non c’è infatti fuorigioco.


Nel finale un calcio di punizione di Battelani viene battuto direttamente verso la porta. Il tiro è centrale ma Mainguy si fa sfuggire il pallone evitando però il gol con un tuffo all’indietro. L’intervento sembra avvenire prima della linea di porta. La decisione arbitrale di non concedere il gol al Sassuolo pare dunque corretta.

Juventus – San Marino 2-0 (71′ Girelli, 82′ Caruso)
Arbitro:
Mattia Caldera di Como.
Assistenti:
Simone Biffi di Treviglio e Davide Conti di Seregno.

La sfida tra Juventus e San Marino è più difficile del previsto per le bianconere, che ottengono i tre punti solo negli ultimi venti minuti di gara grazie alle reti di Girelli e Caruso. Ottima prova difensiva del San Marino che dimostra di essere in crescita. Tutto facile per la terna arbitrale: non ci sono episodi dubbi nel corso dell’intera partita.

Fiorentina – Florentia San Gimignano 3-2 (27′ Mascarello, 32′ Adami, 80′ Sabatino – 41′ Cantore (rig.), 62′ Martinovic)
Arbitro:
Gabriele Scatena di Avezzano.
Assistenti:
Ivan Catallo di Frosinone e Marco Cerilli di Latina.

Al 13′ Sabatino gonfia la rete ma il gioco era fermo per una posizione di fuorigioco dell’attaccante viola. Corretta la decisione dell’assistente, che alza prontamente la bandierina. Lo scatto del capocannoniere del campionato avviene con un leggero ritardo sul bel suggerimento di Breitner.

Al minuto 41 si riapre la partita dopo i gol di Mascarello e Adami su azioni da calcio d’angolo. Re entra in area e viene atterrata da un intervento scomposto di Breitner. Netto il calcio di rigore che Cantore trasforma dimezzando lo svantaggio. Nessun cartellino giallo per la centrocampista tedesca in quanto l’intervento è scomposto ma non pericoloso per l’incolumità dell’avversaria. Decisione corretta.

Al 71′ Vigilucci vince un duello fisico con Cantore, si accentra e lascia partire un tiro che si stampa sulla traversa. Sabatino è lesta a ribadire in rete ma il risultato resta sul 2-2 per fuorigioco. L’attaccante viola segnerà nove minuti dopo il gol del vantaggio su assist di Piemonte. Anche in questa occasione la posizione di partenza è dubbia. L’arbitro stavolta convalida ma il piede sinistro potrebbe essere oltre la linea dei difensori. Difficile da dire con certezza senza var.

Hellas Verona – Inter 1-2 (35′ Bragonzi (rig.) – 13′ Møller Hansen, 45’+2′ Møller Hansen)
Arbitro:
Eugenio Scarpa di Collegno.
Assistenti: Markiyan Voytyuk di Ancona e Fabio Catani di Fermo.

L’Inter si porta in vantaggio al 13′: lancio di Bartoňová, sponda di Baresi e rete da pochi passi di Møller Hansen. Le scaligere chiedono timidamente il fuorigioco, che per l’arbitro e l’assistente non c’è. Nessun dubbio su Møller Hansen, che al momento della sponda di Baresi è dietro la linea della palla. Regolare anche la posizione del capitano nerazzurro sul lancio di Bartoňová. L’unico dubbio è su un eventuale tocco di Marinelli, che tenta di agganciare il pallone non riuscendoci. Nel caso la numero 7 interista avesse toccato il pallone, Baresi sarebbe stata di conseguenza in fuorigioco ma dalle immagine non sembra ci sia alcun tocco.

L’Inter chiede in seguito un calcio di rigore per un presunto fallo di mano di Colombo in area. La numero 10 gialloblu, nel tentativo di rinviare il pallone, calcia quest’ultimo con il piede destro sulla mano sinistra. Azione del tutto fortuita e involontaria: non ci sono gli estremi per il penalty ed è giusta la decisione del direttore di gara di lasciare proseguire.

 

Al 30′ Bragonzi stoppa palla e corre verso l’area di rigore. Simonetti ferma l’avversaria con un fallo tattico, sgambettandola da dietro. Giusta l’ammonizione ai danni della centrocampista, che ferma intenzionalmente un’azione pericolosa gialloblu. Questa risulterà poi decisiva nel finale in quanto l’interista riceverà il secondo cartellino giallo.

Sei minuti più tardi arriva il pareggio dell’Hellas Verona con un calcio di rigore trasformato da Bragonzi. Jelenčić va via a Brustia sulla corsia di sinistra e poco prima di entrare in area viene stesa dall’interista. Per l’arbitro il contatto avviene dentro l’area di rigore ma dall’immagine il fallo sembra essere di poco fuori. Errata l’ammonizione per Brustia: avendo il direttore di gara concesso il penalty ed essendo un fallo che ha interrotto un’azione promettente ma non una chiara occasione da rete con un intervento a cercare il pallone non sarebbe dovuto essere stato mostrato alcun cartellino alla giocatrice nerazzurra. La decisione corretta, essendo stato il fallo commesso fuori dall’area, sarebbero state le assegnazioni di un calcio di punizione diretto vicino al vertice tra la linea di fondo e quella dell’area di rigore e dell’ammonizione per Brustia.

Al minuto 80 ingenuità di Simonetti che, sul risultato di 1-2 in favore dell’Inter, commette un fallo evitabile su Santi. Intervento irruento, commesso sulla trequarti avversaria con la centrocampista dell’Hellas Verona che era spalle alla porta. Nessun dubbio per il direttore di gara che mostra alla centrocampista in prestito dalla Roma il secondo giallo.

Federico Scarso

Foto di copertina: Fazzari & Ramella.
Fermi immagine nell’articolo: TimVision.

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