Esclusiva Dnp | Katia Serra: “Lo stop della A? Ripartire ci avrebbe fatto bene”

Katia Serra, responsabile per il calcio femminile dell’Associazione Italiana Calciatori, si è concessa in esclusiva ai microfoni di donnenelpallone.com parlando della decisione del consiglio federale di interrompere definitivamente il campionato: “La mancata ripartenza del campionato di serie A per me è un’occasione persa. Ripartire avrebbe dato ulteriore risalto al calcio femminile dopo il Mondiale dello scorso anno, ancor più se confrontati con le scelte di chiusure di altre realtà internazionali. Per raggiungere questo obiettivo, però, era necessario risolvere le tante problematiche tipiche del nostro mondo, troppo eterogeneo e privo di tutele. Solo tre club su dodici avevano ripreso gli allenamenti e, se posso capire le squadre dilettantistiche, non comprendo come società professionistiche non abbiano permesso alle proprie atlete di allenarsi. Sono convinta che una parte dei club maschili entrati nel femminile non stiano agendo con convinzione, manca la necessaria attenzione e programmazione funzionale alla gestione della parte femminile”.

L’ex calciatrice si è poi espressa sul nuovo format della serie B: “L’allargamento a 14 squadre è stato fatto perché non c’era il modo di disputare i play-off incrociati tra serie B e serie C, così il consiglio federale ha votato di promuovere tutte e quattro le formazioni in vetta nei rispettivi gironi. L’allargamento della seconda divisione era già in programma e sarebbe dovuta entrare in vigore dalla stagione 2021/2022 in quanto è funzionale a colmare diversi buchi di calendario dovute alle pause delle Nazionali. E può diventare un serbatoio per far crescere le giovani. Sono stati semplicemente accelerati i tempi. Per quanto riguarda la serie A, invece, sono contraria all’aumento del numero di squadre perché abbasserebbe il livello medio. I maggiori campionati europei, a eccezione di quello spagnolo, non hanno più formazioni di noi nelle rispettive massime serie con numeri di praticanti molto più alti. Credo sia giusto al momento restare con 12 team, per continuare ad elevare la competitività e valorizzare il prodotto nel suo complesso”.

Federico Scarso

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