Fabio Melillo: “Grande rammarico per non aver potuto concludere la stagione”

Fabio Melillo, allenatore della Primavera dell’As Roma, in un’intervista rilasciata ai canali ufficiali della società capitolina ha esaminato la situazione del settore giovanile italiano e ha espresso il suo pensiero sulla sospensione definitiva del campionato di categoria per l’emergenza provocata dal Coronavirus.

In merito alla sospensione del campionato, ha dichiarato: “C’è grande rammarico per non aver potuto concludere una stagione che stavamo portando avanti con grandi risultati proseguendo nell’ottimo lavoro della scorsa stagione che ci aveva viste protagoniste fino in fondo, con la finale Scudetto persa solo ai rigori contro l’Inter. In campionato abbiamo vinto con merito tutte e 17 le partite disputate e avevamo 13 punti di vantaggio sulla Fiorentina, anche se loro avevano una partita in meno. Eravamo ansiose di arrivare a una rivincita della finale dello scorso anno. Mancavano le tre partite del girone, i quarti e la Final Four. Potevamo arrivare fino in fondo vista la qualità delle nostre ragazze. Questo stop però non pregiudica il percorso di crescita delle ragazze e di quanto di buono hanno dimostrato in questa stagione”.

Sui miglioramenti che ci sono stati dopo l’ingresso delle società professionistiche, ha affermato: “Ci sono strutture che fino a 4 o 5 anni fa erano impensabili. Vedo anche per le under 17, under 15 o le bambine delle metodologie nuove di lavoro e la differenza si vede anche nelle gestualità delle ragazze. Abbiamo a disposizione campi, strutture, personale per la fisioterapia. Le bambine prima crescevano nelle scuole calcio maschili ma poi si perdevano. A livello di Primavera abbiamo potuto aumentare il carico di lavoro e migliorare la gestione degli allenamenti. Le società dilettantistiche spesso faticavano anche a trovare campi disponibili, ci si allenava in orari scomodi o addirittura su metà campo. C’è stato un salto notevole nella crescita dell’atleta donna”.

Infine, il tecnico giallorosso ha manifestato la sua nostalgia del lavoro sul campo: “È stato un periodo duro, iniziato all’improvviso in un giorno in cui eravamo in partenza per Bari per una trasferta. Ho letto quello che succede in queste situazioni a chi è abituato a lavorare all’aperto, a condividere passioni ed emozioni: io sono un animale da campo e posso confermare che questa chiusura è stata veramente dura, ho sofferto tutto quello che si poteva soffrire. Nel primo mese facevo fatica a fare tutto. Più avanti, iniziando a programmare la prossima stagione, è tornato un po’ di sprint lavorativo ma non vedo l’ora di tornare ad avere contatto con la squadra, con la formazione delle ragazze e con i concetti da trasmettere in campo”.

Foto: Fabio Cittadini.

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