Esclusiva Dnp | Federica Veritti: “Lavoro per crescere e restare in serie A”

Federica Veritti dopo tanta gavetta è riuscita a conquistare un posto da titolare prima della pausa forzata per l’emergenza Coronavirus. La calciatrice del Tavagnacco ha giocato tutte le partite del campionato in corso da titolare, eccetto la sfida casalinga contro l’Empoli in cui era assente per squalifica. Il difensore centrale classe ’99 ha raccontato in esclusiva a donnenelpallone.com diversi aneddoti della sua carriera, dagli inizi alla Majanese alla lunga militanza al Tavagnacco, dall’esperienza nelle selezioni giovanili azzurre all’anno in prestito all’Hellas Verona, senza distogliere lo sguardo dal futuro.

Come ti sei avvicinata al mondo del calcio?
“Avevo sei anni quando ho espresso il desiderio di giocare a calcio. Mia nonna era abbastanza contrariata ma i miei genitori mi hanno supportato fin da subito. Si è capito fin da subito che fossi destinata a essere un difensore perché al primo allenamento con la Majanese, squadra con cui sono rimasta fino ai quattordici anni, mi sono frapposta tra rigorista e portiere. Dopo essere cresciuta lì, sono passata al Tavagnacco, dove gioco ancora oggi”.

Sei rimasta sempre fedele alla Majanese prima e al Tavagnacco poi, a eccezione di un anno all’Hellas Verona. Cosa ti ha portato in gialloblu?
“Mi sono trasferita in Veneto la scorsa stagione per giocare con maggiore continuità. Il trasferimento in prestito è arrivato su comune accordo tra me e la società friulana. L’allenatrice Sara Di Filippo e Paola Brumana mi hanno voluto e io ho provato a sfruttare l’occasione anche se non ho giocato tantissimo. Credo comunque che non fossi ancora del tutto pronta per giocare titolare in serie A, dopo che a Tavagnacco avevo fatto tanta panchina avendo davanti giocatrici che erano più esperte e forti di me. Questa stagione ho fatto ritorno alla base, rinforzata comunque dall’esperienza veronese che mi ha permesso di aggiungere qualcosa di importante al mio bagaglio calcistico. Volevo giocarmi le mie carte in casa dopo aver ricevuto attestati di fiducia dalla direttrice sportiva Elisa Camporese e dall’allenatore Luca Lugnan”.

Come interpreti il ruolo del difensore centrale?
“Fin da piccolo il mio modello di difensore centrale è Fabio Cannavaro. Negli ultimi anni mi è piaciuto molto Andrea Barzagli perché nonostante non abbia piedi finissimi e sia un po’ macchinoso fino a fine carriera è stato un ottimo marcatore, qualità che per me è primaria nel ruolo assieme alla lettura del gioco. Nel femminile non ho dubbi a dire Michela Martinelli, giocatrice che ora è al Vittorio Veneto ma che negli scorsi anni era con me a Tavagnacco: legge alla perfezione ogni pallone. Viste anche le mie caratteristiche mi piace quindi interpretare il mio ruolo senza badare troppo alla finezza ma prediligendo il contrasto e l’efficacia”.

Nella tua carriera sei stata convocata diverse volte nelle Nazionali giovanili: che ricordi hai?
“Ho debuttato nell’Under 16 sperimentale allenata da Enrico Sbardella e Rita Guarino in un torneo in Portogallo per poi essere confermata nell’Under 17 con cui ho partecipato a tutte le gare dell’Europeo nel 2016 scendendo in campo in tutti i nove incontri tra fase di qualificazione, fase élite e fase finale. Fu una bellissima esperienza, soprattutto l’ultimo atto in Repubblica Ceca dove purtroppo siamo state eliminate nel girone eliminatorio. Ricorderò per sempre il pareggio contro la Germania, un punto strappato soffrendo che fu un risultato storico perché a livello giovanile femminile l’Italia aveva sempre perso contro le tedesche. Di quell’avventura in Bielorussia abbiamo un po’ di rammarico per il pareggio ottenuto nella prima partita contro la Repubblica Ceca, che si difesero molto bene impedendoci di segnare. In seguito ho fatto qualche raduno con l’Under 19 ma purtroppo sono stata limitata da un infortunio al crociato”.

Quali sono i tuoi obiettivi a breve e a lungo termine?
“Sicuramente l’obiettivo primario è, nel caso la stagione dovesse terminare sul campo, quello di ottenere la salvezza con il Tavagnacco, permettendo così al mio club di giocare la serie A per il ventesimo anno consecutivo. A livello personale voglio lavorare per migliorare e poter continuare a giocare ad alti livelli. Il sogno è, ovviamente, quello di raggiungere la maglia azzurra, Under 23 o maggiore che sia, ma al momento non ci penso e voglio solo crescere”.

Federico Scarso

Foto: Luca Schiavon.

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