Elena Linari, l’importanza di essere sempre pronta

Elena Linari è un bene prezioso per la Nazionale e per ogni squadra in cui gioca. Calciatrice di livello assoluto, è importante anche per lo spogliatoio. Un leader silenzioso, carismatico, che accetta la panchina ma che quando è chiamata in causa lotta su ogni pallone volendo conquistarlo come un mastino fa con il suo osso. Difensore centrale dal grande senso di posizione, non disdegna segnare. Ha dimostrato il suo valore contro il Portogallo nei quarti di finale dell’Algarve Cup. Parte dalla panchina, sostituisce all’intervallo Cecilia Salvai e, con la squadra sotto 1-0 trova il gol del pareggio con un colpo di testa su calcio d’angolo a un quarto d’ora dalla fine. Fondamentale per il passaggio del turno, che arriverà in pieno recupero con il rigore conquistato da Valentina Cernoia e trasformato da Cristiana Girelli.

La carriera di Linari è sempre stata decisa da scelte coraggiose. Lei, di Fiesole, tifosa fiorentina doc, nasce calcisticamente nell’Atletica Castello dove gioca assieme ai bambini. La prima avventura in una squadra completamente femminile arriva nel Firenze del presidente Andrea Guagni, padre di Alia, con cui vince un campionato di serie A2 e un campionato Primavera. Nel frattempo arrivano oltre cento presenze in prima squadra e la chiamata di una delle squadre più forti del momento, il Brescia. In biancoblu vince due scudetti e una Coppa Italia. Il primo tricolore delle leonesse arriva con un calcio di rigore assegnato all’ultimo respiro della partita contro la Torres. Il risultato è di 1-1, basterebbe per conquistare il titolo di campionesse d’Italia ma ci sarebbe ancora qualche minuto da giocare. Qualche minuto che sarebbe di fuoco. Sul dischetto si presenta proprio Linari, appena ventenne. E segna, facendo esplodere di gioia i tifosi. Poi il ritorno a casa, nella neonata Fiorentina, la cui base è il vecchio Firenze di patron Andrea Guagni. In due stagioni arriva un altro scudetto e due Coppe Italia. Poi la chiamata dell’Atletico Madrid: l’esperienza all’estero è il sogno di una vita. Accetta. Ma prima c’è da sconfiggere il Tavagnacco nello spareggio per accedere alla Champions League che lei avrebbe giocato con la maglia spagnola. La Viola vince 3-0 con doppietta di Elena, che può salutare un’altra volta i tifosi toscani dopo aver regalato loro un altro obiettivo importante.

L’avventura all’Atletico Madrid parte bene per l’italiana, che si conquista un posto da titolare e vince al primo colpo anche il campionato spagnolo, terzo consecutivo per le Colchoneras, nonostante nel finale di stagione collezioni diverse panchine. Elena non si arrende: resta a Madrid e con il cambio di allenatore è nuovamente nell’undici iniziale. In Nazionale le cose vanno parallelamente: partita come riserva (di lusso) del duo formato da Sara Gama e Cecilia Salvai, l’infortunio di quest’ultima la lancia titolare al Mondiale dove fornisce ottime prestazioni. Nell’ultimo periodo arriva un’altra serie di panchine, ben tre, con la squadra di club. In Nazionale Bertolini le preferisce la rientrante Salvai ma le fa giocare tutta la ripresa. Mai arrendersi, mai mollare. E così arriva il gol che permette all’Italia di sperare ancora nelle semifinali di Algarve Cup, che ora sono realtà.

Federico Scarso

Foto: Matthias Hangst / Fifa.

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