Giuseppe Cesari, Presidente del Brescia Calcio Femminile, e la sua lettera aperta

Con la Champions alle spalle, il Presidente del Brescia Calcio Femminile Giuseppe Cesari, condivide con tutte le donne nel pallone e i tifosi, il proprio pensiero ‘nero su bianco’:

Un saluto e un sentito ringraziamento generale a tutti quelli che ci hanno sostenuto in questo fantastico percorso europeo della Women’s Champions League.
La premessa introduttiva è doverosa nei confronti di chi per la prima volta ci ha seguito per permettergli di capire il seguito delle mie riflessioni. La nostra società ACF Brescia Calcio Femminile è di fatto una società che non fa parte della società Brescia Calcio Spa e non rientra di fatto nelle società di capitali come quelle che ruotano nel calcio professionistico maschile.
Ma nonostante le mille difficoltà legate al nostro modesto budget la “mia” società taglia quest’anno il traguardo del 30° anniversario di fondazione. Ma la cosa che magari nessuno si aspetta è che questa società ha mosso i suoi primi passi dall’Oratorio di Capriolo dove io, Rosangela Visentin Vice Presidente anche lei da trent’anni al mio fianco in questa avventura, l’amico Giovanni Parigi e mia sorella Daniela abbiamo iniziato partecipando al campionato ANSPI, per passare poi al CSI fino ad arrivare nel 1995 alla prima iscrizione e partecipazione al primo campionato FICG.
Non riesco a trovare le parole per descrivere la gioia e l’emozione che abbiamo vissuto io e gli altri miei collaboratori mercoledì sera quando la nostra squadra ha fatto il suo ingresso sul campo del Rigamonti per giocarsi il ritorno dei quarti di finale della Women’s Champions League contro una delle formazioni più forti a livello Europeo il Wolfsburg, anche se il loro mister lo ha definito uno “stadio fatiscente”.
Provate a ripercorrere i 30 anni che ci hanno portato dall’Oratorio di Capriolo al Rigamonti e allora forse potrete capire cosa abbiamo provato.
Un traguardo che è frutto dei tanti sacrifici sia a livello Societario, che dello staff tecnico e dirigenziale e soprattutto delle giocatrici. Purtroppo però la situazione attuale e i valori espressi in campo hanno di fatto evidenziato che al momento il gap con le altre società europee è tale che secondo noi una squadra Italiana oltre i quarti di finale è difficile che possa andare, ma avrei piacere anche essere smentito di questo.
Differenze che allo stato attuale non rispecchiamo i valori tecnici espressi in campo ma che alla fine emergono per una diversa concezione di vivere il calcio femminile all’estero, in cui le federazioni hanno investito con programmi e finanziamenti che di fatto pongono queste realtà a livello professionistico con budget e mezzi che noi possiamo solo sognare. Quindi al mitico mister del Wolfsburg, al quale faccio i miei auguri per il prosieguo della loro partecipazione alla fase finale della Champions, e che in conferenza stampa è stato capace solo di criticare il Brescia CF, dico che forse con gli stessi mezzi e le stesse possibilità la storia avrebbe potuto avere un finale diverso. Ma oggi dobbiamo solo rendere onore ai vincitori che si sono dimostrati superiori.
Per farvi capire meglio, la federazione tedesca ad ogni squadra di calcio femminile partecipante al campionato di Serie A dà un contributo annuale di 800.000,00 euro, se a questo aggiungiamo che il Wolfsburg ha come sponsor la Volkswagen che si può permettere di costruire un quarto stadio a Wolfsburg oltre all’accademia (esempio Milanello) esclusivamente per il calcio femminile lascio a voi le considerazioni. Dimenticavo per la trasferta volo con aereo privato del Wolfsburg con atterraggio a Montichiari per venire a giocare in Italia contro il “disorganizzato” Brescia CF.
Di contro il Brescia CF la cui federazione italiana non solo non elargisce alcun contributo, ma chiede la quota di iscrizione al campionato, che si allena all’oratorio di Fornaci e al campo n.1 del Villaggio Sereno a Brescia e gioca le partite casalinghe al Club Azzurri, e ringrazia i suoi sponsor (che non sono certamente la Wolkswagen) per il loro supporto. Naturalmente per noi trasferta con volo di linea.
Forse mister Kellermann non ha colto queste piccole differenze, e quindi per noi essere arrivati a questo punto è quasi un miracolo. Certo il mio più grosso rammarico resta quello di non aver potuto mettere le mie giocatrici nelle stesse condizioni di quelle del Wolfsburg, del Lione, del Paris SG e altre squadre seguiti con il doppio dello staff che ora io posso mettere a disposizione, allora forse le cose potrebbero cambiare, anche se per quello che ho visto io molte mie giocatrici non hanno affatto sfigurato in campo.
Ma allora consentitemi l’ennesimo sfogo nei confronti della Federazione Italiana e del suo Presidente Tavecchio e del collega Presidente della LND Cosentino. Questi signori a loro dire stanno investendo molti soldi e sviluppando molti programmi a favore della crescita del calcio femminile in Italia. Certo hanno portato la finale a Reggio Emilia, ma non per scelta, ma solo perché obbligati visto che hanno voluto la finale della Champions maschile in Italia e quindi di conseguenza nello stesso Stato deve essere disputata anche quella femminile. Non dimentichiamo che hanno creato altre due nazionali ma solo per mettersi al pari delle altre nazioni europee altrimenti l’UEFA non avrebbe versato i contributi.
Ma è inutile fare nuove nazionali se non si fa crescere il movimento. Le giocatrici arrivano in nazionale se alla base esistono squadre di calcio femminile che le fanno crescere “ma che lo dico a fare” … tanto le mie parole cadranno nel vuoto della solita indifferenza .
Dimenticavo, qualcosa ci hanno dato se non ricordo male 2.000,00/3.000,00 euro di abbuono sull’iscrizione del campionato di Serie A e Serie B, altrimenti c’era il concreto rischio che tante squadre non potessero riuscire ad iscriversi al campionato. Se non ricordo male noi paghiamo tra iscrizione, fondo cauzione, fidejussione, assicurazione circa 25.000,00 euro.
Non parliamo di discriminazione sappiate che in Italia le donne sono uguali agli uomini, e questo vale anche per la cara mamma RAI.
Sapete a quanto ammonta il premio per società di calcio femminile se vince un campionato? Zero euro anzi deve accollarsi anche le spese per recarsi a Roma a ritirare la famosa coppa…..
Stesso trattamento per chi vince Coppa Italia o Super Coppa Italiana, con un risparmio sul ritiro della coppa che viene consegnata a termine della finale (sempre se non arriva rotta).
E naturalmente nessun rimborso per le trasferte disagiate, nessun contributo per il settore giovanile e nessun contributo per i diritti televisivi con l’obbligo di cedere i diritti televisivi gratuitamente alla Rai che poi le trasmette su Rai Sport 1.
L’ho già detto prima, ma lo voglio rimarcare, la federazione tedesca dà un contributo annuale di 800.000,00 euro ad ogni società di calcio femminile che partecipa al campionato di serie A e 150.000,00 euro ad ogni società di serie B.
Ora con una lettera chiederò alla federazione italiana un contributo per le spese che ho sostenuto per l’utilizzo dello stadio Rigamonti. La risposta se arriverà la pubblicherò sul sito. Per fortuna che almeno per le trasferte fatte in Champions League la Uefa ci riconosce un contributo.

F.I.G.C. – L.N.D. – RAI CHE DIRE SE NON VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA.
Assurdo ma questa è l’Italia dello sport ………….. tanti proclami a cui non seguono mai i fatti.
Detto ciò, voglio ringraziare tutti i media, i giornalisti, e i personaggi famosi dello sport e dello spettacolo che con vari messaggi ci hanno incoraggiato e sostenuto in questa bella esperienza, e soprattutto il pubblico che mercoledì ha creato una cornice fantastica. E qua posso con orgoglio affermare che il Brescia CF è stata la società che ha registrato il maggior numero di spettatori nei tre turni casalinghi rispetto alle altre squadre partecipanti. Infine un grazie alle mie giocatrici e in particolare a tutti gli sponsor che ci seguono da anni e che con il loro supporto hanno permesso al Brescia di ottenere questi risultati.

Giuseppe Cesari – Presidente Brescia CF

 

Fonte e Foto: Brescia Calcio Femminile

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