The Guardian e la sua strana Top 100

Mezzo mondo, forse anche di più, non ha dubbi: è Megan Rapinoe la migliore di tutte. Lo è per il suo passato, ma soprattutto per il suo presente, carico di un Mondiale di Francia disputato in grande spolvero, dove ha trascinato la sua squadra alla conquista della seconda coppa del mondo consecutiva con sei gol pesantissimi, celebrati diventando, anche se solo per un istante, la statua della libertà. Il tutto, mentre mandava a quel paese Trump (“Io alla fottuta Casa Bianca? Mai!”) e difendeva i diritti della gente (compresi quelli delle calciatrici), e ribadiva, ai giovani in particolare, di avere coraggio, di osare. Ma questa è un’altra storia.

The Guardian, però, nella sua Top 100 stilata in collaborazione con The Offside Rules, l’ha messa in terza posizione. Insieme ai suoi quasi 100 giudici. Fregandosene (ma questo può essere anche lecito) del Fifa Award e anche del Pallone d’Oro. Per l’autorevole testata britannica la regina è Sam Kerr, centravanti dell’Australia e del Chelsea che, nonostante sia fortissima (nella sua ultima stagione a Chicago è stata devastante) e presenti incredibili margini di crescita, forse non merita ancora il gradino più alto del podio come calciatrice più forte del mondo.

Seconda (meritatamente) Lucy Bronze, difensore inglese e dell’Olympique Lione. E ancora, dopo Rapinoe, che gioca negli Usa con i Seattle Reign, al quarto posto l’ormai ex Pallone d’Oro Ada Hegerberg, grande assente al Mondiale di Francia. Fino all’olandese Vivianne Miedema in forza all’Arsenal: una sesta posizione sicuramente stretta per una giocatrice tra le più decisive dei principali campionati europei.

Ma nella classifica, per arrivare alla prima e unica italiana si deve scorrere fino al 53° posto, occupato dalla nostra stella Barbara Bonansea, che da anni mostra le sue incredibili potenzialità finalmente in luce con la crescita continua del nostro calcio, che proprio in Francia ha ribadito la sua presenza e nella corsa verso gli Europei 2021 continua a dire la sua, plasmando giorno dopo giorno una sua identità. Che, finalmente, inizia davvero a far paura, e così come Bonansea merita assoluta considerazione. Il 53° posto, infatti, è troppo poco per la giocatrice bianconera, considerando un palmarès 2019 composto da uno Scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e un quarto di finale mondiale. E poi ci sono mancanze “gravi” in questa strana Top 100: basti pensare ad Alia GuagniManuela GiuglianoValentina Cernoia, stratosferiche. Ancora invisibili al The Guardian, però.

Giulia Di Camillo

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