Caso Juventus-Aluko, le ragioni del centravanti

Da quanto scritto da Eniola Aluko su The Guardian, quotidiano britannico in cui è editorialista, la causa principale del suo addio alla Juventus a fine mese sembrerebbe il razzismo della città di Torino. L’attaccante inglese spiega: “Mi sono stancata di entrare nei negozi e sentirmi come se il proprietario si aspettasse che rubassi qualcosa. Spesso puoi arrivare all’aeroporto di Torino e farti annusare dai cani poliziotto come se fossi Pablo Escobar”. La giocatrice nega comunque ogni forma di razzismo da parte dei tifosi, ma si dice preoccupata per quanto accade nel calcio maschile. Inoltre per la classe ’87 Torino non sembrerebbe la città dei suoi sogni: “Sono molto curiosa e mi piace andare a eventi, mostre e per negozi ma in città non c’è la varietà che desidererei”.

Aluko elogia poi la società e lo staff bianconero, in particolare il preparatore atletico: “Lo scienziato dello sport della squadra Emanuele Chiappero, che chiamiamo ‘il Prof’, è il migliore con cui abbia lavorato nel calcio e ha completamente cambiato il mio corpo, i livelli di fitness e la mia prestazione atletica generale”. Belle parole spese anche per Stefano Braghin, “un visionario, un vero gentiluomo e qualcuno che mi piacerebbe continuare a vedere come mentore”, per Rita Guarino, “allenatrice estremamente tecnica che mi ha dato molta libertà la scorsa stagione per esprimermi sul campo” e per alcune compagne con cui ha legato molto, tra cui Lisa Boattin, Aurora Galli e Michela Franco. “Quando sono arrivata – continua Aluko – non sapevo se mi sarei potuta adattare allo stile di gioco, alla cultura, alla lingua e alla città di Torino. Sapevo che avrei giocato, ma non sapevo dove o quanto bene. Arrivavo in una squadra costruita attorno a un nucleo di nove nazionali italiane e sono riuscita a integrarmi perfettamente, cosa che non credo sia semplice per un attaccante internazionale. In questa stagione ho cambiato posizione, giocando ampiamente sulla destra con diverse responsabilità. È stato difficile mantenere la mia media gol e non sono sempre stata la migliore versione di me stessa, ma è stata un’ulteriore esperienza di apprendimento”.

Secondo alcune indiscrezioni, tuttavia, il razzismo non sarebbe la vera causa del ritorno di Aluko in Inghilterra. L’attaccante inglese nell’articolo ha infatti elogiato l’allenatrice Rita Guarino per la libertà di esprimersi sul campo concessale nella scorsa stagione, ma sottolineando come nel nuovo campionato abbia difficoltà a mantenere la sua media gol giocando più allargata sulla fascia. Sembra strano, infatti, accorgersi che una città non piace dopo oltre un anno dal trasferimento. Aluko, a eccezione della gara di andata di Champions League contro il Barcellona in cui è subentrata nel secondo tempo e della prima partita di campionato contro l’Empoli in cui era indisponibile, ha sempre giocato titolare tranne che nell’ultima gara contro l’As Roma, in cui ha passato novanta minuti in panchina. Vedremo se nella sfida contro la Fiorentina, l’ultima per l’ex Chelsea in bianconero, la calciatrice avrà la possibilità di salutare i propri tifosi con una prestazione in campo.

Per Aluko non è la prima volta che si imbatte nel problema razzismo. L’attaccante di origini nigeriane aveva infatti accusato l’allora ct Mark Samspon di averla discriminata. L’accusa della giocatrice era stata poi confermata dalla federazione inglese, che aveva condannato l’allenatore a risarcire con 80000 sterline l’attaccante come aveva riportato Sportsmail nell’agosto 2017. Da quella volta, tuttavia, Aluko non è più stata convocata nella Nazionale Inglese e la giocatrice, al termine del Mondiale 2019, ha dichiarato a The Telegraph sul fatto che su 23 giocatrici solo due non fossero bianche (Demi Stokes e Nikita Parris): “In un Paese come l’Inghilterra, che è così multiculturale, o non ci sono abbastanza persone di colore nel calcio femminile o non vengono scelte”. Una stoccata anche per il nuovo ct Phil Neville, nonostante la semifinale raggiunta nella rassegna iridata.

Federico Scarso

Foto: Juventus.

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