Focus On Osa Seattle | Un bridge Italia-Usa che funziona

Romina Pinna team seattle

Un premio, per l’Italia che vale. Quell’Italia che crea, guarda oltre e si gode l’energia di sognare in grande. Come fa da sempre Giuseppe Pezzano, partito dalla sua Locri in Calabria e arrivato fino a Seattle, in America, dove dopo aver ideato Platform3000, società che opera nello study abroad (oggi Edu Assistance) e che comprendeva la PicCell Wireless – azienda ceduta nel 2009 che si è occupata di telefonia per studenti stranieri nel mondo –, ha messo in piedi una serie di business oltre il calcio e la sua Osa Seattle Fc, che tra hospitality (con la catena di boutique hotel The Art Inn) e il supporto di progetti come quello della Edu Italia gli hanno permesso di entrare di diritto tra le Eccellenze Italiane, prestigioso riconoscimento che sarà consegnato nelle sue mani a dicembre, durante un gala condotto da Piero Muscari a Roma alla presenza, tra gli altri, della conduttrice italiana trapiantata a New York Ornella Fado. Da qui, quindi, l’idea di lanciare una rubrica nella rubrica e ripercorre la storia di Giuseppe, ancora in evoluzione e pronta ad accogliere nuove pagine tutte da scrivere, con tanta Italia e calcio femminile dentro. “Perché volere è potere”. 

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Nella fascia al braccio di Alia Guagni, nel gol vittoria al primo storico derby di Milano di Deborah Salvatori Rinaldi, nelle rovesciate di Valentina Giacinti. Oppure nelle parate di Francesca Durante, piuttosto che nell’esperienza di Alessandra Nencioni. C’è dentro un po’ di Seattle nel presente del calcio che finalmente inizia a contare davvero in Italia, con le donne che si prendono la loro meritatissima scena e progetti formativi come quello Osa forti della loro concretezza, ancora oggi a distanza di anni.

Tutto è partito nel 2008, quando Olympic Soccer Academy (Osa) è nata per fare da bridge tra gli Usa e il nostro Paese, dando agli uomini la possibilità di giocare in Npsl ma soprattutto alle calciatrici di entrare con un mondo (in Wpsl) che già a quei tempi aveva un certo peso nel calcio mondiale.. “All’inizio, per creare questo ponte, ho acquisito un club dilettante in Toscana (il Fiesole Caldine, ndr) con delle belle strutture da gestire, portando così programmi stranieri di study abroad e calcio a Firenze. Una mossa che mi ha inserito nel calcio che conta, con i miei campi utilizzati da club pro come la Fiorentina, portata anche in tournée in Nord America, o anche il Montreal Impact e operazioni come quella che ha visto Marco Di Vaio arrivare nella Mls di Beckham”, racconta Giuseppe Pezzano, founder di Osa.

Una concezione di calcio legata alla cultura, come testimonia la costruzione della Fiorentina School, la prima a indirizzo liceo scientifico sportivo, “ideata con l’obiettivo di dare una buona istruzione ai ragazzi che spesso rimangono senza contratto nel calcio”, aggiunge Pezzano.

Una storia di calcio estremamente legata ai valori, che vuole continuare a dire la sua, soprattutto tra le donne, spesso penalizzate quando si tratta di avere un pallone tra i piedi: “Voglio continuare a contribuire alla crescita del calcio femminile, avendo sempre più italiane a Seattle e portando anche tante americane in Italia. In questi anni abbiamo fatto un lavoro incredibile, e contribuito alla crescita di attuali campionesse come Guagni, esempio indiscusso per le più giovani”.

“Il progetto Osa è formativo dentro e fuori dal campo, e per i giovani italiani è importantissimo, tra le altre, per l’inglese, oggi indispensabile per chi sogna competizioni come può essere il Mondiale o un Europeo. Alla presentazione della Fiorentina School ho detto che il calcio è cultura, frase poi richiamata con grande mia lusinga da Valerio Massimo Manfredi presente alla press conference. Lo deve essere: senza preparazione non si va lontano”, chiude Pezzano.

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