Mondiali | Supremazia Usa, Pezzano: “L’Italia può arrivare a tanto”

Continua la supremazia mondiale degli Stati Uniti nel calcio femminile. Un dominio, che nel 2023 compirà otto anni, su cui Giuseppe Pezzano italiano trapiantato a Seattle e presidente dell’Osa Xf di Wpsl – a inizio Mondiale ci avrebbe scommesso, con i suoi pronostici dichiarati in esclusiva a Tmw Radio che avevano visto la Francia tra le papabili migliori antagoniste per la vittoria del titolo e l’Italia vera sorpresa, alimentata poi gara dopo gara fino allo stop dei quarti di finale, avvenuto per mano dell’Olanda di bomber Miedema che tra l’altro è campione d’Europa in carica.

Ancora Stati Uniti sul tetto del mondo. Te lo aspettavi…
“Tra le mie tre possibili finaliste pronosticate sicuramente c’erano gli Usa in cima alla lista, per organico e storia. La Francia, però, ha molto da rammaricare: bisogna chiedersi come sarebbe andata se non avesse incontrato gli Stati Uniti ai quarti contando poi anche i relativi episodi contestati. Infine le azzurre: una piacevole sorpresa. Il mio sogno di una finale Usa-Italia era a due passi”.

Alex MorganRapinoe e Morgan strepitose. Ma non solo loro. Quale altra giocatrice, a tuo parere, è stata determinante per la vittoria di Francia 2019?
“Giulia Gwinn. Questo è l’esempio di colpo che dovrebbero fare i club italiani. Certi talenti, se portati nel nostro Paese, possono davvero contribuire alla definitiva svolta”.

Giudicandola a 360 gradi, quali sono i punti di forza della formazione americana?
“Facile sarebbe dire il reparto d’attacco con Morgan e Rapinoe, ma la verità è che non ci sono punti deboli. Per poter vincere contro gli Usa, al momento, l’unica carta è attaccare ed essere aggressivi fin dall’inizio cercando di trovare spazi”.

Poi l’Italia, oltre ogni aspettativa. Quanto è cresciuta la nostra Nazionale negli ultimi anni?
“Tanto. E il respiro internazionale aiuta. Purtroppo, però, il Mondiale è ogni quattro anni, e in Champions siamo ancora poco competitivi. Inoltre, esperienze come quella che si può vivere con me a Seattle durante l’estate possono aiutare molto, soprattutto le più giovani che intendono diventare calciatrici di livello”.

Su cosa si deve e si può ancora migliorare?
“Investimenti, ma che con gestione sono anche risorse nei settori giovanili e piccoli club, dove ancora non si pratica calcio femminile”.

Guagni, una giocatrice che conosci bene e che si è fatta apprezzare molto in questa World Cup. Ora il mercato estero la cerca sempre di più, vedi Atletico e Liverpool. Che voto dai al suo Mondiale?
“È una giocatrice top, che garantisce sempre una buona prestazione dalla difesa all’attacco. Per questo, non mi meraviglio che sia corteggiata da diversi club internazionali. Un aneddoto? Quando ancora doveva nascere la Fiorentina avevo offerto Alia, che era già stata due anni con me a Seattle, ai Reign di Hope Solo, Rapinoe & Co., ma non siamo riusciti a concretizzarla. Era già all’altezza, ma fermiamoci qui”.

Italia Cina GiacintiE Giacinti?
“Un’altra top player. Direi il Paolo Rossi delle nostre azzurre, e speriamo lo sia per davvero anche nel risultato finale del prossimo Mondiale (sorride, ndr). Spero che con Alia trovino la consacrazione internazionale in Champions, il torneo più vicino”.

Credi che in Italia riusciremo a raggiungere il professionismo a stretto giro oppure noti ancora troppe titubanze in merito?
“Spero di raggiungere, intanto, una totale professionalità con relativi riconoscimenti di uno status di lavoro per giocatrici e addetti in modo tale da permettere di impiegare personalità e risorse al 100%. Come già detto più volte il calcio femminile è bellissimo e non dobbiamo e possiamo fare paragoni con il maschile. Alia Guagni, ad esempio, non può essere venduta a 100 milioni di euro come Chiesa. Ne sarei molto felice ma ad oggi, per quanto visionario voglia essere, non lo vedo possibile. Ora bisogna essere fieri dei passi fatti e conquistati sul campo. Andiamo avanti”.

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