Mondiali | Stati Uniti ancora campione del mondo

Gli Stati Uniti d’America battono l’Olanda campione d’Europa per 2 a 0 e conquistano il quarto titolo mondiale, il secondo consecutivo.

Un titolo meritato per la nazionale allenata da Jill Ellis, che riscrive la storia del calcio femminile dopo averlo fatto nel 1991, nel 1999 e quattro anni fa (5 a 2 al Giappone, ndr). E aggiorna dati statistici importanti, come quello della giocatrice più “anziana” a segno in una finale mondiale (Rapinoe a 34 anni) e con Carli Lloyd che vince il suo secondo titolo consecutivo alla soglia dei 37 anni.

Nulla da fare per le campionesse europee dell’Olanda, che hanno resistito per un’ora di gioco ma che non sono state mai davvero pericolose nella metà campo statunitense e che hanno pagato l’egoismo di Miedema e la poca incisività di Beerensteyn e Martens (e di Van de Sanden a partita in corso) hanno fatto il loro

Jill Ellis scioglie il ballottaggio tra Horan e Mewis scegliendo la seconda e proponendo il 4-3-3 marchio di fabbrica dall’inizio del mondiale, la ct olandese Wiegman sceglie nuovamente Beerensteyn dall’inizio al posto di Van de Sanden e converte il 4-3-3 ad un 4-4-2 con Miedema e Van de Donk sulle fasce laterali.

La prima frazione di gioco è molto statica e si devono attendere 27′ per vedere la prima conclusione in porta della partita. Lavelle da centro area esalta i riflessi di Van Veenendaal.

Gli States crescono alla distanza e Van Veenendaal deve fare gli straordinari per ben due volte al 38′, respingendo il colpo di testa di Mewis e la zampata di Morgan con l’aiuto del palo, e al 40′ respinge in corner una conclusione angolata di

Al 27′ arriva la prima conclusione pericolosa della partita con l’americana Lavelle, che da centro area calcia a botta e trova la risposta di pugni di Van Veenendaal.

Van Veenendaal si rende protagonista di due interventi al 38′, il primo sul colpo di testa di Mewis e il secondo sulla zampata di Morgan, aiutandosi col palo.

Nella ripresa gli USA si fanno vedere con le conclusioni a lato di Ertz e di Dunn, ma a cambiare le carte in tavola arriva l’intervento scomposto di Van der Gragt che colpisce in area Alex Morgan. L’arbitro Frappart assegna il penalty dopo la consultazione al VAR e al 61′ Megan Rapinoe insacca dal dischetto per l’1 a 0, raggiungendo Morgan e White in testa alla classifica marcatrici a quota 6 reti.

Al 69′ gli Stati Uniti calano il bis. Rose Lavelle esegue una percussione centrale e da dentro l’area di rigore insacca alla sinistra di Van Veenendaal.

Coach Wiegman gioca la carta Van de Sanden e imposta un’Olanda con un 3-4-3 offensivo, esponendosi ai contropiedi degli States che in due occasioni mancano clamorosamente la rete che avrebbe chiuso definitivamente il match.

Prima con Dunn (76′) che prova l’azione personale, ignorando una liberissima Morgan e calciando addosso a Van Veenendaal, poi con Morgan (83′) che prova a segnare il suo 7° gol al Mondiale, ma il diagonale della statunitense viene parato dal portiere delle Orange.

Qualche minuto prima Spitse ci aveva provato su calcio di punizione, mandando di poco a lato.

Infine ci prova Morgan dalla distanza al 90+5′, mancando il bersaglio.

STATI UNITI – OLANDA 2-0 (61′ rig. Rapinoe, 69′ Lavelle)

Usa: Naeher; O’Hara (41′ Krieger), Dahklemper, Saeurbrunn, Dunn; Mewis, Ertz, Lavelle; Heath (87′ Lloyd), Morgan, Rapinoe (79′ Rapinoe). All. Ellis.
Olanda: Van Veenendaal; Van Lunteren, Dekker (73′ Van de Sanden), Van der Gragt, Bloodworth; Groenen, Van de Donk, Spitse; Beerensteyn, Miedema, Martens (70′ Roord). All. Wiegman.

Arbitro: Frappart (FRA). Assistenti di linea: Nicolosi (FRA) e O’Neill (IRL). 4° ufficiale: Umpierrez (URU).

NOTE – Spettatori: 57900 spettatori. Ammonite: Spitse, Dahlkemper, Van der Gragt. Recupero: 2′ pt, 5′ st.

Mirko Marletta

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