Italia, un passo alla volta fino al Mondiale

Un caffè espresso al San Francisco Marriott Marquis. Al tavolo con l’imprenditore (lui ama definirsi philantrepreneurGiuseppe Pezzano, italiano di origini ma americano ormai nell’anima, un bel pezzo di Fiorentina: Sandro Mencucci Vincenzo Vergine. Era il 2013 e il calcio femminile in Italia era una meteora. Il movimento aveva bisogno di qualcuno che ci credesse, pronto a dare una scossa non per favorire un passaggio obbligato ma per dare onore al merito. Immenso quello delle donne, abili a “combattere” su ogni terreno, fango compreso. Contro tutto e tutti. Unicamente per un proprio diritto: giocare a pallone e avere a disposizione i mezzi idonei per poterlo fare, senza pregiudizi. Cosa che in America avevano già capito da un po’.

La scintilla, ora fiamma ardente capace di bruciare ogni scetticismo, è arrivata proprio da lì, da una chiacchierata in California, necessaria per concretizzare il primo vero step verso quello che oggi è sotto gli occhi di tutti, con l’Italia tra le regine del Mondiale di Francia, partita come outsider ma oggi proiettata con convinzione verso il grande sogno: perché sognare non costa nulla, ed è giusto farlo se si ha la possibilità. Soprattutto se di fronte hai la coppa più bella che c’è, quella del mondo.

Osa“Durante l’incontro di San Francisco sono riuscito ad avvicinare la Fiorentina al Firenze di Andrea Guagni – racconta Pezzano – Favorendo di conseguenza il closing tra le due società che poi ha dato vita, grazie alla proprietà Della Valle sempre attenta alle innovazioni, all’esplosione del calcio femminile. L’Acf, infatti, è stato il primo club maschile professionistico a credere nelle potenzialità delle calciatrici, acquisendo quindi il titolo della squadra di Guagni e dando lo start a tutto ciò che è venuto dopo, Juventus, Milan e Inter comprese”.

Un risultato, questo, conseguenza di un percorso. Come quello che l’Osa Seattle ha intrapreso proprio con la Fiorentina, tutt’ora partner di un progetto che dalla nascita ha puntato sia sugli uomini che sulle donne, senza distinzioni, “perché negli Usa funziona da sempre così – prosegue Pezzano – A Seattle in Wpsl, sette anni fa, ho portato giocatrici ora sulla cresta dell’onda come Alia Guagni e Valentina Giacinti adesso alle prese con la World Cup e idoli di milioni di tifosi. Loro hanno scommesso su se stesse e si sono messe in gioco ogni volta che ne hanno avuto opportunità. Sono grate all’esperienza fatta con me in America perché a quei tempi ciò che hanno visto da noi in Italia non esisteva affatto. Hanno preso e portato a casa. Così si fa. Stesso discorso per Antonio Cincotta, anche lui ex Osa”.

All’insegna della continuità con la nuova proprietà viola non a caso a stelle e strisce, guidata dall’italo-americano Rocco Commisso e con Giuseppe Pezzano che proseguirà la sua collaborazione e sarà ancor più coinvolto in quelle che sono le dinamiche di sviluppo del calcio femminile (ma non solo): “Commisso, con il suo braccio destro Joe Barone, possiede i New York Cosmos e gioca nella stessa lega del mio team maschile, la Npsl. Posso dire che abbiamo la stessa filosofia calcistica”.

Chi semina, quindi, raccoglie. E passo dopo passo, “proseguendo in questa direzione, tra investimenti e capacità manageriali – spiega Pezzano – si può continuare a crescere”. Perché i margini di miglioramento sono davvero importanti, e vanno sfruttati, per il bene di un movimento che finalmente riesce a dire la sua. Con l’Italia che s’innamora.

Giulia Di Camillo

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