PARTE DELLA SOLUZIONE: l’importanza delle donne nel processo di rinnovamento FIFA‏

Le donne sono “parte della soluzione” nel processo di riabilitazione dell’immagine di una FIFA stravolta dagli scandali. Questa la forte presa di posizione di Billie Jean King e Moya Dodd che, durante la seconda FIFA Women’s Football and Leadership Conference “Equality through Reform” che si è tenuta a Zurigo, con queste parole hanno incalzato il nuovo Presidente del calcio mondiale Gianni Infantino.

King, settantaduenne ex stella del tennis mondiale, adesso promotrice delle Pari Opportunità attraverso lo sport, ha dato il suo indirizzo nell’ambito della seconda conferenza FIFA su leadership e Calcio Femminile, rivolgendosi così ad Infantino: “Non per metterLe pressione, ma il mondo conta su di Lei”. Tre sono i punti cardine evidenziati da King: stabilire che un terzo delle cariche dirigenziali debbano essere occupate da donne; nominare un segretario generale che abbia una comprovata sensibilità verso le Pari Opportunità; creare, infine, una strategia commerciale a supporto del calcio femminile. La celebre tennista ha infine aggiunto: “Queste riforme non sono solo un dovere morale verso le calciatrici ed i loro diritti, ma hanno anche una loro valenza commerciale. Il giro d’affari del calcio femminile sta infatti conoscendo un’incredibile ascesa, ed è obbligo della FIFA investire le risorse necessarie”.

Infantino, dal canto suo, ha ripetutamente parlato di una Commissione per promuovere l’occupazione di donne nel calcio ed il calcio femminile stesso sin da quando è stato eletto Presidente, dieci giorni or sono.

Dodd, membra australiana del Comitato esecutivo FIFA, assicura che le donne sono pronte a farsi carico di un ruolo sempre maggiore nello sviluppo del calcio mondiale. “Siamo parte della soluzione. – ha affermato, rivolgendosi ad Infantino – Economicamente, la FIFA ha una sola grande risorsa, ovvero la Coppa del Mondo. Beh, anche le donne se ne contendono una, la Women’s World Cup. E forse, presto riusciremo anche ad organizzare una Coppa del Mondo femminile per Club. Secondariamente, i recenti scandali ci hanno creato un grande problema d’immagine, ma non ho mai sentito una sola parola negativa nei confronti della Coppa del Mondo Femminile, o del calcio femminile in generale. Infine, vi è un gran numero di persone intenzionato a fare qualcosa per favorire il progresso delle donne nel calcio. C’è un esercito la fuori, che potrebbe essere Suo sostenitore, potrebbe lavorare per Lei. Potrebbero essere loro i campioni del futuro, in grado di rendere il nostro gioco migliore”.
Si pensi che sono stati necessari 110 anni di esistenza della FIFA prima che, nel 2012, Lydia Nsekera del Burundi fosse eletta, prima donna nella storia, membro del Comitato Esecutivo. L’anno successivo sarebbe stata poi la volta di Dodd e di Sonia Bien-Aime, di Turks & Caicos. Secondo le norme approvate dalla Fifa il mese scorso, tuttavia, il comitato verrà presto rimpiazzato da un Consiglio di 36 membri, dove tutte e sei le federazioni continentali saranno obbligate a nominare almeno una donna. Sylvia Schenk, consulente sportiva per Transparency International, associazione no-profit che combatte la corruzione nel mondo, riconosce il grande valore e significato di una maggiore presenza femminile nella classe dirigente sportiva: “Il problema era il vecchio apparato dirigente, ed in questo contesto le donne si inseriscono come figure nuove, indipendenti dalla vecchia classe amministrativa. E’ dunque un obiettivo importante ed una grande occasione per la FIFA, coinvolgere le donne non solo nel Consiglio ma anche a livello continentale e nazionale. L’immagine della Federazione può solo guadagnarne”. Ma una simile rivoluzione apporterebbe cambiamenti profondi anche nella cultura stessa: “La portata delle trasformazioni, d’altra parte, dipenderà solo da loro: sei donne come Moya Dodd potrebbero avere veramente un grande impatto, apportando mutamenti politici radicali. Abbiamo bisogno di un sistema al femminile, è quindi compito di ognuna di noi supportare la FIFA nel suo processo di rinnovamento”. Infantino ha reagito positivamente a tali sollecitazioni: “Credo fermamente che le donne siano parte della soluzione, per questo sono felice che questa Conferenza abbia avuto luogo. Poter parlare di questi temi apertamente e costruttivamente è già una grande conquista, in futuro saremo in grado di metterli in pratica. Ci servono obiettivi, dobbiamo lavorare per avere una maggior rappresentanza femminile in Consiglio. Sono traguardi ambiziosi, vediamo dove ci porteranno e dove riusciremo ad arrivare. Ma siate tranquille, tutta la mia passione e il mio impegno saranno dalla vostra parte”.

Foto: fifa.com

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