Esclusiva Dnp | Linari: “Vincere in Spagna un sogno che si avvera”

L’Atletico Madrid è campione di Spagna. Elena Linari, al primo tentativo, vince il campionato di Primera División. Una gioia unica per la calciatrice di Fiesole. Classe ’94, il difensore centrale ha già un palmarès di tutto rispetto, avendo vinto in Italia tre scudetti, tre coppe nazionali e due supercoppe con le maglie di Brescia e Fiorentina, oltre a un campionato di serie A2 con il Firenze. Ora ha vinto anche all’estero, realizzando uno dei suoi sogni. Lo spiega in un’intervista esclusiva a donnenelpallone.com.

Com’è arrivata la chiamata dall’Atletico Madrid?
In realtà la chiamata dalla Spagna non è recente. L’Atletico Madrid mi chiamò dopo l’Europeo nel 2017 ma rifiutai perché avevo deciso di giocare la Champions League che mi ero conquistata sul campo con la Fiorentina. Fu una scelta coraggiosa perché non era scontato che mi richiamassero. Invece da allora ci fu un continuo corteggiamento e allora ho deciso di lasciare Firenze per una nuova avventura all’estero, che è sempre stato uno dei miei sogni“.

Una scelta che è stata ripagata dai risultati.
L’Atletico Madrid ha creduto in me fin dall’inizio. È stata una stagione impegnativa in cui però è andato tutto alla grande. Abbiamo centrato il primo grande obiettivo che è stato vincere il campionato ma ora non è finita perché sabato prossimo affronteremo la Real Sociedad in finale di Coppa della Regina. Sarebbe bellissimo centrare la doppietta“.

Quali sono le differenze tra il calcio italiano e quello spagnolo?
In realtà secondo me non sono molte come si pensa. In Spagna ci si allena sempre con il pallone tra i piedi, non esistono praticamente allenamenti senza palla e questo permette di crescere a livello tecnico. Io sono fortunata a giocare in una squadra in cui quasi tutti gli elementi della rosa sono stabilmente convocati nelle varie Nazionali, sia maggiori che giovanili, a riprova del grande livello del club“.

Dicevi prima che è sempre stato un tuo sogno giocare all’estero. Lo consiglieresti alle giovani calciatrici?
Assolutamente sì. Giocare in un campionato estero ti fa crescere tantissimo, non solo dal punto di vista calcistico ma anche dal lato umano. Qua in Spagna all’inizio per me è stato devastante in quanto hanno ritmi diversi rispetto ai nostri. Gli allenamenti sono alle 13 e gli spagnoli decidono tutto al momento mentre io sono abituata a organizzare in anticipo i miei impegni. Ora mi trovo molto meglio, anche se alcune cose non combaciano con i ritmi a cui ero abituata. Ma questo, come dicevo, aiuta tantissimo a crescere“.

Quest’estate sarai protagonista con la maglia della Nazionale ai Mondiali. Cosa ti aspetti da questa esperienza?
Sicuramente me la ricorderò per tutta la vita. Ci siamo sudate questo Mondiale tutte assieme. L’Italia non partecipa alla fase finale da vent’anni e noi vogliamo divertirci provando a portare in alto il tricolore. Speriamo di ben figurare e di riuscire a superare il girone. Dopo si vedrà“.

Hai seguito il campionato italiano? Quanto sta crescendo il movimento negli ultimi anni?
Il livello della serie A italiana è in continua crescita. Ho visto alcune partite in diretta e mi sono piaciute molto in quanto le squadre hanno espresso un bel calcio. Bisogna crescere ancora perché il movimento ha ancora tanti margini di miglioramento. I club professionistici stanno aiutando molto ad alzare il livello e questo è importante sia per noi più esperte ma soprattutto per le giovani, che devono sviluppare una mentalità da professioniste“.

Post Correlati

Leave a Comment