Le calciatrici del Milan Ladies prima del derby: “Presidente, vogliamo rispetto”

Nel giorno del derby tra Inter e Milan Ladies le ragazze rossonere hanno deciso di scendere in campo con uno striscione che recita “Presidente, vogliamo rispetto“. Le motivazioni che hanno portato Elisabetta Wolleb e compagne a compiere questo gesto è descritto dalle stesse calciatrici in una lettera spedita via mail alla nostra redazione, in cui spiegano a noi e ai nostri lettori: “Nel derby contro l’Inter abbiamo deciso di presentarci con uno striscione che chiede rispetto al nostro presidente. Vi saremmo veramente grati se aveste tempo da dedicare alla lettura di questa lettera poiché spiega la situazione in cui ci troviamo a vivere e il motivo di questo gesto. Inutile aggiungere che ci farebbe immenso piacere se questa fosse da voi condivisa, in forma anonima, per provare a combattere insieme a noi la nostra quotidianità. Grazie in anticipo qualsiasi sia la vostra posizione e scelta a riguardo“.

La lettera inizia con un paragone con il big match di serie A giocato all’Allianz Stadium tra Juventus e Fiorentina: “Solo una settimana fa la vittoria del calcio femminile è stata giustamente (e finalmente!) celebrata ovunque. Quarantamila persone per la partita più importante del campionato: un sogno realizzato e impossibile solo da pensare qualche anno fa. Il movimento è in crescita esponenziale e i meriti, che sono tanti e diversi, sono soprattutto di chi non ha mai smesso di credere che questo, un giorno, sarebbe potuto divenire davvero realtà. Ma la realtà, purtroppo, dice ancora tanto altro. Perché accanto a questa bellissima ascesa persistono tutt’ora situazioni che non sarebbero dovute esistere neanche vent’anni fa, quando l’arretratezza culturale faceva sì che il calcio non fosse proprio da considerarsi uno sport per donne. La realtà si chiama anche Milan Ladies, società militante in serie B nazionale e con diverse squadre giovanili annesse. La realtà parla di ventidue giocatrici della prima squadra che, per quattro volte alla settimana, vengono considerate professioniste solo ed esclusivamente da uno staff preparato e serio. Non vengono percepiti stipendi e nemmeno rimborsi spese, di nessun tipo, da nessuno. Nemmeno della visita medica obbligatoria e necessaria a svolgere attività sportiva agonistica. Sebbene tutto sia garantito e regolamentato da un contratto e oggetto di costanti, continue, finte promesse. Vivono un ambiente non adeguato alla categoria giocata, sovente anche freddo in inverno e comunque sempre privo di materiale igienico di base. E si potrebbe aggiungere altro, ma forse è meglio limitarsi a questo“.

Nel prosieguo le calciatrici sottolineano: “La realtà si chiama anche Milan Ladies, serie B nazionale, una sola categoria di differenza dall’Allianz Stadium. Senza dire altro e senza cercare inutili parallelismi con il calcio maschile perché, in una situazione come questa, non avrebbero alcun senso. Perché la realtà, purtroppo, dimostra ancora oggi di essere ferma in attesa di ricevere rispetto. Rispetto verso ragazze che, mentre celebrano la vittoria recente del loro sport, si trovano ancora a combattere la loro degradata quotidianità sportiva, senza che nessuno sappia nulla. Rispetto che gli si dovrebbe anche solo e soltanto perché, nonostante tutto, sono sempre scese in campo mostrando serietà, professionismo e passione. Quella che avrebbero da insegnare a tanti altri“.

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