Talent Factor | Elisabetta Milone, quel portiere a cui piace tanto fare gol

Una rubrica tutta dedicata a dei talenti “speciali”, che non hanno mai avuto (almeno per ora) l’opportunità di giocare in serie A o, perché no, vestire la maglia della Nazionale. Il suo nome è Talent Factor, e vuole portare i lettori a conoscere tante giocatrici di valore che, però, militano nei campionati minori. E l’aperutra non poteva che essere dedicata a un numero uno: Elisabetta Milone, estremo difensore classe ’95 della Novese presa in prestito dalla Femminile Juventus.

Un portiere un po’ strano, che oltre a parare non nasconde una spiccata passione per il gol. Sì, perché Elisabetta Milone appena può si diverte a giocare in attacco. E ne sa qualcosa la Riozzese, che pochi giorni fa ha subito una rete in amichevole proprio dalla giocatrice biancoceleste, la quale si è divertita giocando uno spezzone di partita in avanti nell’incontro poi vinto 3-2 dalle milanesi. La sua era senza dubbio una carriera che fin da subito aveva tutte le carte in regola per essere importante, anche se da piccola Elisabetta non aveva solo il pallone in testa. L’attuale numero uno della Novese, infatti, praticava contemporaneamente due sport che potrebbero sembrare completamente opposti: il calcio e la danza. Ma ad averla vinta sono stati i suoi due fratelli maggiori, con cui giocava sempre a calcio e che l’hanno fatta appassionare al prato verde. Così, a un certo punto ha scelto di diventare portiere.

Dopo quattro anni al Rebaudengo, squadra maschile, Milone passa al Torino, suo primo team esclusivamente femminile. Queste sono anche le due squadre dove cresce Camelia Ceasar, di due anni più giovane e attuale portiere dell’Ac Milan. Quando Elisabetta decide di trasferirsi alla Femminile Juventus, infatti, la società granata la sostituisce con l’attuale portiere rossonero, che fu poi notato e selezionato dal Brescia nel 2013. Tre anni prima arriva comunque una bella occasione per Elisabetta: il portiere titolare della Femminile Juventus si fa male. Per sopperire all’assenza di Cristina Turano il tecnico Roberto Panigari lancia infatti in campo l’allora quindicenne torinese, che esordisce in serie A2 e gioca diverse gare fino al rientro della compagna di reparto. Da lì (ma forse anche prima) la società bianconera capisce di avere un portiere di grande valore che si terrà per otto stagioni.

Nell’estate 2018 sembra vicino il salto di cateogoria: l’Empoli, appena retrocesso dalla serie A nella nuova B a girone unico, cerca un portiere affidabile. Chi, se non Elisabetta Milone? Il quinto posto finale nel girone A, infatti, non basta per evitare alle bianconere la retrocessione in serie C. Lasciando un pezzo di cuore a Torino, l’estremo difensore decide di provare la nuova esperienza in Toscana per mettersi in gioco. Sul più bello, però, le due società non raggiungono un accordo economico. Il portiere, ormai ventitreenne, decide comunque di voler provare nuovi stimoli. La società la capisce e la asseconda. Arriva così il prestito annuale alla Novese, con cui al momento si sta giocando la testa del campionato. Da titolare, ovviamente. Il debutto con la squadra biancoceleste è da sogno: nella roboante vittoria per 0-6 sul campo dello Spezia non c’è gloria solo per Levis e Accoliti, autrici di una tripletta a testa. Milone si presenta, infatti, alle nuove compagne parando un calcio di rigore a Bengasi e permettendo alle piemontesi di mantenere la porta inviolata. La sua nuova avventura sta andando nel migliore dei modi, ma manca poco ad affrontare il suo passato. Domenica 20 gennaio, infatti, giocherà per la prima volta contro la “sua” Femminile Juventus. Una grande emozione.

Elisabetta Milone è l’esempio di portiere moderno: abile nelle uscite alte e basse, coraggiosa, non disdegna l’uso dei piedi. Ovviamente senza dimenticare la qualità principale: sa stare tra i pali e parare. Troppo tardi per sognare un posto in serie A e una chiamata in Nazionale? Forse. Ma difficile credere che un talento simile abbia solo ricevuto una convocazione in uno stage dell’Under 16, senza mai vestire una maglia giovanile azzurra.

Credit foto: Fazzari & Ramella e Florentia.

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