Esclusiva Dnp | Salvatori Rinaldi: “La Florentia ha creduto in me e io devo continuare a ripagarla”

Deborah Salvatori Rinaldi, attaccante della Florentia arrivata in estate dall’Espanyol, ha deciso in favore della squadra toscana l’incontro contro il ChievoVerona Valpo ribaltando lo svantaggio iniziale firmato dal rigore di Boni. La deviazione ad anticipare il portiere sul cross di Hjohlman e il colpo di testa vincente sul traversone di Rodella della calciatrice classe ’91 hanno infatti regalato il primo storico successo della formazione allenata da Stefano Carobbi in serie A. Un passato importante quello di Salvatori Rinaldi, nativa di Penne, con esperienze, tra le altre, in squadre blasonate come Bardolino Verona e Fiorentina, con cui ha vinto uno scudetto e una Coppa Italia. Per lei anche tre avventure all’estero: due volte negli Stati Uniti (Seattle e Tacoma) e una in Spagna (Espanyol). La calciatrice si è raccontata in un’intervista esclusiva rilasciata alla nostra redazione.

Come ti sei avvicinata al calcio?
Ho sempre giocato tra le strade del piccolo paese in cui sono nata, ma soltanto a dodici anni sono andata a giocare sul serio, con i maschi. Ho iniziato un po’ tardi, ma per il semplice fatto che
non immaginavo potessi far parte di una squadra, essendo una ragazzina“.

Quanto ti hanno aiutato a crescere le tue esperienze all’estero e quali sono le principali differenze tra campionato italiano, spagnolo e inglese?
Credo che nella vita qualsiasi esperienza aiuti a crescere. Andare all’estero però non vuol dire soltanto partecipare a campionati differenti, vuol dire misurarsi con se stessi ed essere in grado di capire quali sono le situazioni positive o quelle da evitare in un mondo che per te è nuovo. Tra il campionato italiano e quello spagnolo non ho notato molta differenza: in Spagna fanno del palleggio la loro forza, ma questo non vuol dire che in Italia non ci sia la stessa qualità. Noi siamo, calcisticamente parlando, più furbe e tatticamente più preparate rispetto alla realtà iberica. Il campionato americano invece è proprio un’altra cosa: c’è fisicità, c’è meno attenzione al particolare, quello che conta per loro è soltanto giocare e divertirsi. Spesso le squadre in campo sono esageratamente lunghe per cercare di segnare, senza studiare troppo l’avversario o preoccuparsi di gestire il risultato, quello che conta è lo spettacolo“.

Nel 2016/2017 hai centrato l’accoppiata scudetto-Coppa Italia con la maglia della Fiorentina. Qual è stato il segreto per vincere, al primo tentativo, tutto in Italia?
Il segreto di quella Fiorentina erano i valori, un gruppo costruito su solidi pilastri, l’intensità degli allenamenti, sapere di dover essere un esempio e la voglia di vincere che si alimentava vincendo. Ma considerando che la Fiorentina continua a essere una squadra vincente forse il fattore “poetico” non c’entra molto, semplicemente abbiamo vinto perché eravamo forti“.

Dopo aver lasciato la Fiorentina avevi detto che saresti tornata a Firenze. Come sarà giocare il derby da avversaria della Viola?
Il derby quest’anno sarà sicuramente una partita particolare, ma soprattutto sarà una gioia e motivo di orgoglio per la città di Firenze avere due squadre nella massima serie. Sarà bello giocare davanti a tifosi veri. Io darò semplicemente il massimo, come faccio e farò sempre, anche perché non possiamo focalizzarci solo su una partita, abbiamo un campionato intero da affrontare“.

Quali sono le tue ambizioni personali e di squadra in questa stagione?
Il mio obiettivo stagionale è sempre lo stesso: fare più gol possibili per la mia squadra. La Florentia punta a fare bene e farà il suo campionato per non essere soltanto una meteora nel mondo del calcio femminile, ma per far capire che è una società giovane, solida e con ottime giocatrici“.

Con la tua doppietta hai regalato la prima storica vittoria alla Florentia in serie A. Quali sono state le tue emozioni?
Come ho già detto a tante persone, dietro questi due gol c’è davvero un mondo dietro. Sono rientrata in campo da titolare dopo sette mesi per un brutto infortunio e la Florentia non ha mai smesso di credere in me, che fossi rotta o no. È stata una bella giornata. Diciamo che ho iniziato con una piccola rata, a ripagare questa grande fiducia. Abbiamo vinto la prima partita in serie A ed è già data storica! Gli attaccanti sono facili da elogiare perché segnano, ma io l’elogio lo devo fare a tutta la squadra, il mio ruolo è quello di fare gol e ho fatto il mio dovere di attaccante, tutte le mie compagne hanno fatto il loro dovere e abbiamo centrato questo successo“.

Foto: Florentia.

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