Esclusiva Dnp | Garavaglia: “Il mio futuro? Una sfida da vincere”

Due anni intensi e soddisfacenti per Elio Garavaglia e il suo Mozzanica. Un’avventura che il tecnico ex Milan non scorderà facilmente, sia perché è stata la sua esperienza al femminile, sia per l’aver comunque tenuto testa alle formazioni più attrezzate negli ultimi due campionati. Il rapporto si è concluso da poche settimane ma in esclusiva, ai microfoni di donnenelpallone.com, Elio Garavaglia ha raccontato il suo percorso a Bergamo e la sua voglia di ripartire, magari con una sfida da vincere. Una piacevole chiacchierata che proponiamo volentieri:

Un’avventura giunta al capolinea quella con il Mozzanica. Ci racconta cosa è successo? 

Non c’erano più le condizioni per proseguire insieme. Al termine della stagione mi sono confrontato con la proprietà e abbiamo avuto visioni differenti. La società mi aveva chiesto un titolo, ma non è arrivato. Sono comunque stati due anni intensi e molto belli: per me che ero alla prima esperienza nel calcio femminile e che mi sono trovato a dover gestire una delle società leader nel panorama del nostro calcio, soprattutto prima dell’avvento di Fiorentina e – poi – di Juventus“.

Un’esperienza che ha comunque regalato molte soddisfazioni…

Senza dubbio. Sono ripartito con sedici giocatrici come base due stagioni fa e abbiamo chiuso con 44 punti senza sei elementi fondamentali. Quest’anno, senza un’arma del calibro di Giacinti, non ho potuto giocare come avrei voluto io con il 4-3-3 e ho alternato con altri schemi. Le ragazze sono state molto brave e mi hanno dato soddisfazione, abbiamo fatto in entrambe le stagioni più punti al ritorno che all’andata: mi restano le vittorie contro Fiorentina nell’anno del loro scudetto e quella di questa stagione contro il Brescia, due successi non certo da poco. Il tutto nonostante un mercato invernale che mi ha portato a dover inserire spesso ragazze completamente nuove“.

Da questa stagione il Mozzanica è stato anche un po’ Atalanta. Che rapporti ci sono con il club bergamasco?

In realtà l’Atalanta ha messo soltanto nome e maglie nella squadra. Io ho comunque dovuto fare tutto da solo e con il mio staff, mai nessuno della società bergamasca è intervenuto nel nostro progetto. Magari in futuro ci sarà una partnership più intensa“.

Il suo futuro dove sarà?

Ci sono alcune situazioni aperte che devo approfondire, sia nel maschile che nel femminile. In generale, è necessario che ci siano le giuste condizioni per me. Mi piacciono molto le sfide, mi ritengo un allenatore completo per la mia esperienza in Italia e all’estero, quindi se ci sarà un progetto interessante sarà lieto di accettarlo: che sia in un settore giovanile o in una Prima Squadra. Contano tanto anche le persone, voglio ripartire da un progetto che sia realmente interessato a me“.

La Nazionale sarebbe una sfida sufficientemente interessante? 

Non interessante, incredibile (ride n.d.r.). Al momento non ci sono i presupposti ma ovviamente una chiamata in Azzurro per me sarebbe un vero onore“.

A proposito di Nazionale: si avvicina una gara fondamentale per le ragazze di Bertolini, che lei conosce molto bene.

Con Milena ho un ottimo rapporto, quest’anno è venuta a trovarci nel suo giro dei ritiri e ho avuto modo di confrontarmi con lei. L’Italia ha una chance molto importante per crescere e mi auguro che già con il Portogallo arrivi la vittoria che manca. Posso dire che quando sono entrato nel mondo femminile non se ne sentiva parlare molto, mentre ora è cresciuto tanto anche a livello mediatico, oltre che tecnico. Siamo ancora lontani dall’Europa, perché altrove è normale allenarsi e giocare con i ragazzi  sin dai primi passi per le giovani calciatrici, ma sono convinto che le qualità per ridurre presto questo divario ci siano tutte“.

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