Pallone d’oro: atto finale

Il 2016 si avvicina. E con esso, anche l’ultimo atto del FIFA Women’s World Player of the Year, l”ultimo atto della consegna del Pallone d’oro femminile. Sono state infatti rese note le tre atlete che si contenderanno l’ambito trofeo: si tratta di Célia Šašić, Aya Miyama e Carli Lloyd, centrocampista degli Houston Dash e della nazionale americana.

Lloyd si presenta alla cerimonia finale con l’imponente biglietto da visita delle tre reti, realizzate in un quarto d’ora, nella finale del Mondiale 2015 in Canada, e questo aspetto la pone senz’altro come favorita alla vittoria finale. Senza dimenticare i suoi sei gol complessivi messi a segno nella rassegna mondiale, al pari proprio di Célia Šašić.

Contemporaneamente non è certo da sottovalutare la candidatura di Miyama, in forza agli Okayama Yunogo Belle. Capitano della nazionale giapponese, capace al Mondiale della scorsa estate di trascinare le nipponiche proprio alla finalissima contro gli Stati Uniti. Le sue geometrie e la precisione nei calci piazzati sono risultati decisivi per il suo Giappone. Non a caso, a trent’anni di età ha già disputato quattro edizioni dei campionati del mondo.

Viceversa, Šašić potrebbe pagare proprio la non brillante prestazione al mondiale canadese della sua nazionale, la Germania, partita fra le favorite e rimasta addirittura fuori dal podio. Tuttavia, i suoi numeri fanno paura: l’attaccante teutonica si è infatti aggiudicata in Canada la Scarpa d’Oro, con sei reti all’attivo. Anche con il suo ultimo club, il Francoforte, aveva conquistato la Champions League nel maggio scorso, nonché il titolo di capocannoniere sia in patria che nella massima competizione europea. L’atleta tedesca arriverà alla cerimonia, però, da ex-calciatrice: subito dopo il mondiale, ha infatti annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Questi i profili delle tre pretendenti eredi della tedesca Nadine Kessler, vincitrice del titolo 2014.

Per quanto riguarda gli allenatori, si ripropone la sfida Giappone-Usa, con Norio Sasaki selezionatore nipponico e Jill Ellis degli States. Il terzo incomodo è invece l’artefice del miracolo Inghilterra, giunta terza battendo in finale la favorita Germania, ovvero Mark Sampson. Appuntamento dunque all’ undici gennaio, per conoscere chi di questi pretendenti scriverà per sempre il suo nome nell’ albo d’oro del Premio.

A cura di Mickey Balducci

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