ESCLUSIVA DNP – Silvia Chiellini, dalla piccola Livorno alla grande Spagna

Quando il calcio ce l’hai nel DNA c’è poco da fare. Quando il pallino nasce spontaneo e si è pronti ad andare oltre i pregiudizi e le aspettative della gente, poi, è tutto più chiaro. Mettici anche l’avere un giocatore di livello mondiale in casa e il gioco è fatto. Non poteva che amare il gioco del pallone Silvia Chiellini, sorella minore del campione d’Italia Giorgio, cresciuta a pane e calcio di fronte alle partite della Juventus. Dalla piccola Livorno alla grande Spagna, oggi Silvia studia a Murcia e gioca nella squadra locale, ovviamente con il numero 3, tenendo sempre ben presenti gli insegnamenti e i consigli del fratello e continuando a sognare la maglia della Nazionale. In esclusiva per Donnenelpallone.com, la classe ’97 si è raccontata e ci ha spiegato il suo mondo e il suo rapporto con Giorgio, in una bella storia di calcio e amore.

La voglia di giocare a calcio, anche in una famiglia con fratelli maschi, a cosa è dovuta? Come ti è nata la passione per questo sport?
La passione per il calcio mi è stata trasmessa sopratutto dai miei fratelli, perché mi hanno sempre coinvolta nelle loro partitelle anche se io ero molto più piccola di loro. In casa, poi, abbiamo sempre seguito la Juventus, non ci perdevamo nemmeno una partita“.

Attualmente, dopo un’esperienza vicino casa nella Pro Livorno Sorgenti, hai intrapreso un nuovo percorso con il Murcia, in Spagna: in cosa si differenzia il modo di fare calcio lì rispetto a quello italiano?
Sicuramente quello spagnolo è un calcio molto più offensivo, infatti l’attacco viene curato tantissimo. In Italia è il contrario, si punta soprattutto alla fase difensiva. Posso dire che qui in Spagna le partite sono spettacolari, si assiste a tante giocate individuali e molti gol“.

Secondo te che esempio sta dando la Fiorentina Women’s in Italia? Credi che la possibilità di club femminili di affiliarsi a quelli maschili sia una valida opportunità di crescita del movimento?
Per me la Fiorentina è un grande esempio, tutti i club dovrebbero ispirarsi a loro e sopratutto le squadre maschili dovrebbero prendere spunto dall’operato dei Della Valle. Non c’è dubbio che se tutti i club maschili investissero un po’ sul calcio femminile, il movimento crescerebbe in maniera esponenziale e già ci sono stati tanti passi avanti rispetto agli anni scorsi“.

Silvia Chiellini ha un sogno nel cassetto per la sua carriera? Un idolo a cui si ispira?
Il mio sogno credo sia quello di tutti, cioè vestire la maglia della Nazionale. Purtroppo so che non si potrà avverare, però ho un altro desiderio, quello di poter un giorno rivestire la maglia del Livorno e togliermi tante soddisfazioni con questo club. Per il mio ruolo e le mie caratteristiche non posso non ispirarmi a mio fratello, è sempre stato il mio punto di riferimento, però il mio idolo fin da piccola è stato Nedved“.

Sei stata a Torino a vedere la semifinale di tuo fratello Giorgio contro il Monaco: come avete festeggiato la finale di Cardiff? Ci sarai a vederlo in Galles?
Per festeggiare siamo andati tutti insieme a mangiare fuori, in quanto era anche il compleanno di Barzagli. C’è stato però  davvero poco tempo per celebrare insieme questa grande vittoria, perché già la mattina dopo dovevo partire per tornare in Spagna. Sì, sicuramente andrò in Galles, sperando di portare a casa questa coppa che manca davvero da troppo tempo“.

Ci racconti un aneddoto magari anche curioso, un ricordo che ti lega profondamente a Giorgio come fratello? Ti ha mai consigliato qualcosa nella tua carriera?
Di ricordi ne ho tantissimi: sicuramente una cosa che mi piace ricordare sempre sono i tornei di Fifa a Pasqua e a Natale tra i fratelli Chiellini. Erano sfide tesissime (ride n.d.r.) però alla fine aveva sempre la meglio Giorgio. La cosa che mi ha sempre detto è di dare in ogni partita e allenamento il 100%, di non mollare mai e soprattutto mi ha sempre sottolineato il rispetto che deve avere una persona sia dentro che fuori dal campo“.

Infine, che consiglio ti senti di dare a tutte le bambine e ragazze che intendono giocare a calcio?
Il mio consiglio è di coltivare questa loro passione, di lottare per giocare, di metterci grinta e sacrificio e sopratutto di divertirsi“.

Related posts

Leave a Comment