A Brescia funziona il progetto. Ieri, anche oggi

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Non si chiama Fiorentina. Né tanto meno Juventus. Dietro non c’è Della Valle, nemmeno Agnelli. Ma Cesari, Giuseppe Cesari, che non è di certo l’ultimo degli arrivati, ma ha saputo fare un qualcosa che quando ti chiami Brescia, non è poi così scontato da creare: il presidente, insieme al suo staff, ha dato vita a un progetto che funziona. Mica chiacchiere. Mette le calciatrici nelle giuste condizioni per dare il massimo in certe categorie, anche in Europa, con serenità, e tanta professionalità. E con più o meno fenomeni continua a essere tra i top club italiani ed europei.

Vince la Supercoppa italiana. In campionato, ancora zero sconfitte, prevalendo anche in casa della Viola, detentrice dell’ultimo scudetto. In Champions è in gioco, con la gara di ritorno a Montpellier (Leonesse sotto 1-0) che sancirà il passaggio o meno del turno e quindi l’accesso ai quarti di finale. Niente male se si pensa che, durante la sessione estiva del mercato, il club ha salutato gran parte della sua storia: basti pensare a Cernoia, Rosucci e Bonansea. Oppure Gama. Tutte in forza alla Vecchia Signora. Niente male se consideriamo un fattore su tutto: ripartire con un nuovo ciclo. Con una squadra quasi del tutto nuova. A partire dall’allenatore: Piovani. Fino ad ora, quasi impeccabile.

Un team che fa sognare i suoi tifosi, e non solo. Che gioca bene, diverte, forte di un’umiltà incredibile, bellissima. Lo si legge nel volto di Giugliano, un talento immenso. In quello di Giacinti, un’instancabile guerriera. Oppure nello sguardo di Bergamaschi, affamata di goal. E poi lei, piena di orgoglio per questi colori. Il capitano, Girelli. Alla guida di un gruppo che può sorprendere ancora. Oltre ogni limite.

 

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