UWCL – La notte delle Stelle

Undici ottobre, la notte delle Stelle. Con la S maiuscola. Sì, perché se nemmeno due mesi fa alzando gli occhi al cielo si sarebbero potuti esprimere i più disparati desideri con la buona intercessione di San Lorenzo, stasera le stelle non saranno cadenti, tutt’altro. Dovranno essere splendenti, brillanti e radiose come non mai, per superare la competizione più bella, la più importante d’Europa, quella che reca nel proprio simbolo… le Stelle, appunto.

E pazienza se qualche romantico se ne avrà a male, a contare sarà la sostanza e il semplice sogno, magari quello coltivato da una vita, non basterà più. Da un lato, una Fiorentina da molti data già per spacciata al momento del sorteggio contro il temibile Fortuna Hjørring, ma che ha saputo far valere il proprio fattore campo nel modo migliore. In Danimarca si ripartirà dal 2-1, con una Zazzera in meno ma con tanta adrenalina in più, con la consapevolezza che la prosecuzione di una bella storia e di un traguardo quasi impensabile sono lì ad un passo. E se i due risultati su tre a favore non dovessero bastare, la consapevolezza di essere grandi c’è e sarà l’arma in più, per il cammino e la crescita che in questi pochi anni hanno fatto da pionieri a tutto il movimento in rosa… pardon, in viola.

Avanti a testa alta, non sia da meno il Brescia, che proprio alle campionesse d’Italia ha da poco soffiato il trofeo della Supercoppa. La sconfitta di misura ad Amsterdam, in casa della matricola terribile Ajax, oggi può e deve fare meno male, può far meno pensare: le Leonesse potranno contare sul supporto dei propri tifosi in uno stadio storico come il Rigamonti, che – a proposito di Stelle, almeno in campo maschile – ne ha viste passare parecchie… E magari ritrovare la gioia di esultare anche in Champions, competizione in cui è ormai già troppo lontano il ricordo dei quarti di finale conquistati due stagioni fa.

I colori azzurri, altri 90′ per sperare ancora, il desiderio di vedere ancora due squadre simbolo del nostro calcio fra le migliori 16 d’Europa. E, con buona pace di chi non crede alle favole, magari tutto questo condito da un desiderio innocentemente espresso nell’ormai dimenticata notte di San Lorenzo e finalmente avverato.

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