ESCLUSIVA DNP – Cernoia: “In finale conteranno più che mai i dettagli”

La finale di Coppa Italia è alle porte: per il Brescia la parola d’ordine è rivincita, per la Fiorentina conferma. Con un match, che si preannuncia carico di emozioni. In esclusiva per donnenelpallone.com, le parole del capitano biancoblu Valentina Cernoia, che con la gara di oggi termina la sua nona stagione con il club di Cesari.
Brescia e Fiorentina si sono già affrontate due volte in stagione, con due vittorie per le toscane. La prima, però, fu un netto 5-0 mentre al ritorno la partita si chiuse sull’1-2 e la gara fu equilibrata fino all’ultimo secondo. Che tipo di incontro ti aspetti?
Le gare di campionato sono state molto diverse tra loro e molto diverso è stato il Brescia: all’andata giocammo male, non è un caso che si sia sempre detto che in quella partita non si scese proprio in campo; arrivavamo dalla eliminazione in Champions League contro il Fortuna Hjørring e per tutta una serie di motivi non riuscimmo a entrare in campo con la giusta determinazione, a differenza della Fiorentina che ci aggredì fin dal primo minuto. Al ritorno per lunghi tratti siamo state superiori alla Viola, ma ci è mancato il giusto cinismo sotto porta: la sconfitta oltre che immeritata è stata casuale per come è giunta nei minuti finali. Questa finale sarà una partita ancora diversa perché le gare secche sono sempre differenti dalle partite all’interno di un torneo più lungo. Conterà ancora di più curare i dettagli e farsi trovare pronte sempre. Sicuramente il fatto che per la prima volta da quasi otto mesi arriviamo a una partita con l’organico al completo ci permette maggiori soluzioni”.
Aver terminato gli impegni ufficiali da diverso tempo può portare a sorprese nel corso dell’incontro? Il fatto che alcune giovani della Fiorentina stiano giocando la fase nazionale del campionato Primavera è un vantaggio per la Viola in quanto tiene le ragazze in forma, è un danno in quanto porta via energie o è ininfluente secondo te?
“La vigilia è stata sicuramente molto lunga, ben quattordici giorni tra semifinale e finale, ma la squadra ha lavorato bene, ha anche avuto modo di godere di qualche giorno di riposo e recuperare chi non era al meglio. Sicuramente i due percorsi sono stati diversi: noi abbiamo sempre giocato partite di spessore contro squadre che hanno lottato per lo scudetto nel corso del campionato a differenza loro che hanno incontrato solo squadre di serie B. Questo da un lato ci ha portato via maggiori energie, ma dall’altro ci ha permesso di mantenere sempre elevata la tensione. In merito all’impiego delle giovani della Fiorentina nel campionato Primavera non so quanto possa incidere, conosciamo bene il valore della loro rosa, che può vantare un team con calciatrici molto forti”.
La sede della finale prima non è stata indicata in nessun comunicato, poi è stata spostata a Firenze prima dell’inizio dei quarti di finale per poi essere dislocata, su richiesta degli altri team che avrebbero conteso il titolo alla Fiorentina, a Castenaso, in provincia di Bologna. Una volta fatto notare che lo stadio contiene circa 200 posti e si attende un’affluenza di pubblico molto superiore, la sede è stata modificata ancora una volta, a pochi giorni dall’incontro, a Noceto in provincia di Parma. Cosa pensate di questi continui cambiamenti?
“Sicuramente sarebbe stato meglio fare come nella passata stagione quando fin da settembre si sapeva che la finale si sarebbe disputata a Firenze, senza arrivare a decidere tutto a poco più di tre settimane dalla gara. Non è un problema di giocare o meno in casa della Fiorentina, ma come ciò è avvenuto dopo anche un calendario strutturato male per i differenti percorsi fatti dalle varie squadre rispetto a quello viola. A noi come calciatrici cambia poco dove si gioca, l’importante è che il campo sia in buone condizioni, poi è ovvio che giocare in un impianto bello è sempre gratificante, ma sicuramente per i tifosi i continui spostamenti non hanno aiutato, così come immagine data all’esterno da parte del movimento”.

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